In cerca di un acquirente

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Conoscendolo, non si fatica a immaginare che stia vivendo momenti di angoscia per le sorti della ‘sua’ azienda. Quella per la quale ha speso una vita e ha dato il meglio di sè, della sua intelligenza imprenditoriale, della sua intraprendenza nella continua ricerca di  nuovi mercati esteri, quando  si è accorto che quello italiano non riusciva più ad assorbire la produzione aziendale.
Parliamo di Leo Goldoni, uno degli eredi della grande Famiglia Goldoni di Migliarina: da più di un secolo inventa e costruisce trattori e macchine per la lavorazione della terra, macchine di piccole dimensioni, veri gioielli tecnologici per il giardinaggio, la frutticoltura e i vigneti. Produzione che esporta o ha esportato in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, dai paesi europei a quelli asiatici e sudamericani, con l’ausilio anche di joint venture. Ma i morsi della crisi economica internazionale che ha investito pesantemente il nostro Paese, ha coinvolto pure la Goldoni – così come tante altre aziende carpigiane – la quale si è vista costretta a ricorrere alla cassa integrazione con la richiesta di concordato preventivo, per cercare di salvare il salvabile, ha avviato un tavolo di concertazione coi sindacati e chiede allo Stato di individuare gli ammortizzatori sociali più opportuni per la salvaguardia del posto di lavoro dei dipendenti ma anche per  possibili sbocchi commerciali o di vera a propria cessione dell’azienda. “Il momento è indubbiamente difficile e delicato e per questo siamo in  costante contatto coi sindacati e gli enti locali per cercare di salvaguardare il futuro dei nostri dipendenti cui dobbiamo molto in fatto di crescita e  sviluppo. Ma abbiano anche avviato trattative commerciali con società e ditte del settore della trattoristica non solo in Europa ma anche in Cina e in India per cercare sbocchi commerciali, possibili intese con partner o clienti interessati ad acquisire l’azienda. L’importante per noi sarebbe poter garantire la continuità produttiva dell’azienda a mantenere il posto di lavoro ai nostri dipendenti che hanno maturato un’esperienza e una capacità lavorativa che sarebbe dannoso  disperdere”. Leo Goldoni non vuole aggiungere altro. “Gli incontri coi sindacati e gli enti locali proseguono  – aggiunge  – così come le trattative per la cessione dell’impresa che, ovviamente, seguono altre strade e altri canali attraverso agenzie e finanziarie  internazionali con colloqui costruttivi dai quali  attendiamo fiduciosi qualche sbocco utile alla salvaguardia del nome e del marchio Goldoni, dello stabilimento di Carpi e del posto di lavoro dei dipendenti”. Prima della crisi economica internazionale, la Goldoni aveva stipulato importanti accordi con l’americana John Deere e con un importatore turco interessato ad acquistare per quel mercato trattori di medie e piccole dimensioni che venivano prodotti dallo stabilimento di Migliarina: sbocchi commerciali che si sono nel frattempo esauriti.
Cesare Pradella
 

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