Arrivano le video trappole

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“Sono coloro che si pongono il problema dei rifiuti a essere preoccupati e a lamentarsi, è chi li abbandona in campagna o li conferisce in modo non corretto all’interno dei pochi cassonetti grigi sopravvissuti a rimanere silente perché ha già trovato la soluzione a tutti i suoi problemi” esordisce Stefano Bisi, residente nella zona di Carpi nord dove prenderà il via il 20 aprile il nuovo sistema di tariffazione puntuale dei rifiuti. “La mia – continua Bisi che ha aperto anche una pagina di confronto su Facebook  – non è resistenza mentale al cambiamento: ho evidenziato delle difficoltà pratiche nella gestione del nuovo sistema perché per i condomini, come quello in cui abito, dove sono presenti sedici appartamenti, rappresenta un problema, per esempio, la collocazione di sedici bidoni”. Bisi è uno dei consiglieri del condominio e riferisce che i bidoni sono stati già consegnati: non è stata scelta una linea unica in base a quanto concordato con l’amministratore e così ogni famiglia si regolerà come crede. C’è chi lascerà il bidone in cortile e chi lo relegherà in garage. “Il problema è che ci è stato consegnato in comodato d’uso e ne dovremo rispondere: lasciandolo in cortile rischierei il furto e il conferimento di rifiuti da parte di altri ma se lo tengo in garage finirà per puzzare e attirare gli insetti perché sarà da esporre solo quando sarà pieno. Anche facendo bene la differenziata, infatti, ci sono cose, come la carta sporca del pesce o la lettiera del gatto, che odorano”. Nessuna riluttanza mentale, per Bisi, ma solo una questione pratica. “E se non si troveranno soluzioni alternative non potrà che aumentare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. Per questo sostengo che chi protesta ama Carpi e teme che questa scelta porti a conseguenze indecorose in città e nel proprio condominio. Non trovo  grossi vantaggi dal punto di vista economico, perché si parla di un risparmio intorno ai venti euro all’anno, chi si sobbarca un impegno così gravoso? Se avessero interpellato i cittadini coinvolgendoci avremmo potuto dare il nostro contributo in termini di idee” conclude Bisi. “Non trovo che possano esserci grossi vantaggi dal punto di vista economico – ribadisce anche Micol Musacchi, residente a Cibeno – a maggior ragione per il fatto che, secondo me, il sistema doveva essere basato sul peso dei rifiuti prodotti da ciascun nucleo familiare e non sul numero di conferimenti. Vivendo da sola mi spetterebbero due conferimenti all’anno, ma non posso tenere per sei mesi i rifiuti nel bidone perché poi ci sono cose che arriverebbero a puzzare. Da quando abito qui, non ho mai avuto problemi a differenziare: ciò che mi disturba oggi è la possibilità che possano aumentare le tariffe e  il fatto di non essere libera di smaltire il rifiuto indifferenziato nel momento in cui mangio il pesce. Io non abbandonerei mai il sacchetto dell’immondizia per strada ma se non dovessero trovare una soluzione allora cercherei un modo per disfarmene perché dal punto di vista igienico i rifiuti devono essere smaltiti in un tempo ragionevole. Ritengo che si sia proceduto con eccessiva leggerezza per prendere decisioni che interessano la comunità”.
Un primo segnale di apertura c’è già stato: lunedì 13 aprile Aimag ha incontrato Marco Gandolfi presidente del Comitato Carpi Sostenibile. Attenta alle ragioni sostenute dal Comitato e da centinaia di carpigiani che hanno firmato la petizione, Aimag sta già lavorando per rendere possibile la gestione di eccezioni e soluzioni che vadano incontro ai problemi sollevati: nel corso di un secondo colloquio previsto tra due settimane sarà possibile valutare la fattibilità di alcune proposte messe sul tavolo. Intanto per fronteggiare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti la Polizia Municipale ha avuto in dotazione quattro video – trappole mobili, “una per ogni Comune dell’Unione Terre d’Argine” ha specificato in occasione di un recente Consiglio Comunale la comandante Susi Tinti.
Si tratta di apparecchiature che, opportunamente mimetizzate, verranno piazzate nelle stazioni di base più utilizzate come discariche e nelle zone meno battute dove più frequentemente si verificano abbandoni di spazzatura: le telecamere si attivano quando i sensori percepiscono il movimento e attraverso l’immagine la Polizia municipale può risalire ai trasgressori.
Le segnalazioni per problemi ambientali nel 2014 nel territorio delle Terre d’Argine sono state 830 (703 nel 2013) mentre le violazioni accertate dalla Pm per conferimenti non corretti ai cassonetti dei rifiuti sono state 16 lo scorso anno (8 nel 2013).
Sara Gelli

 

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