Fuori dal tunnel

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“Quella di oggi è una data storica: rappresenta la fine di un ciclo negativo e l’inizio di un dopoguerra all’insegna della fiducia”. Lo ha detto il presidente di Cmb, Carlo Zini all’assemblea dei soci della cooperativa carpigiana.
Nel filmato proiettato in sala è documentato l’abbattimento dell’ultimo diaframma della Variante di Valico e tutti, dall’amministratore delegato di Autostrade Castellucci al premier Renzi, riconoscono a Cmb capacità di infrastrutturazione tecnologica, senso di responsabilità e dedizione. “Sono questi i valori che ci contraddistinguono e che non vengono valorizzati dalle gare al massimo ribasso: non può essere un prezzo che fa la differenza tra un’impresa e l’altra”. Lo scenario resta apocalittico. Nel 2014, dopo sette anni di crisi, gli investimenti nelle costruzioni si collocano al livello che avevano nel 1967 e sono andati in fumo 890mila posti di lavoro. Per forza di cose, la prospettiva strategica del Grande Gruppo Cooperativo con Unieco, travolta dagli effetti della crisi,  è stata accantonata.  Tuttavia, nonostante questo scenario “vogliamo essere ottimisti sul futuro. Segnali interni come il clima di fiducia prodotto dall’azione del Governo di Matteo Renzi si sommano a quelli che provengono dal contesto economico globale: il calo strutturale del prezzo del petrolio e del valore dell’euro associati al Piano Junker stanno mettendo il turbo alla fiducia. Lo scenario è ideale per riprendere a parlare di futuro dopo una prolungata stagione di resistenza”. Un ritorno alla crescita è previsto  già nel Piano Industriale 2015-2017 presentato sabato 21 febbraio nella sede di via Carlo Marx alla presenza del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e di Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia Romagna.
Nonostante possa contare su un consistente portafoglio ordini  che permette alla cooperativa di approcciare il prossimo triennio da una posizione di relativa tranquillità, Cmb sta disegnando le strategie per riprendere un processo di crescita del giro d’affari e conservare la posizione di mercato che ha conquistato negli ultimi anni.
La realizzazione del Macrolotto della Salerno Reggio Calabria, il Nuovo ospedale di Verona e il nodo ferroviario di Genova sono fra le opere che impegneranno Cmb nel prossimo futuro insieme alla nuova sede della Rinascente a Roma e della Nuova Feltrinelli a Milano. La vetrina più importante resta a Milano dove sarà la Cmb a dare volume alla visione dell’archistar Zaha Hadid costruendo il grattacielo che si contorce sull’asse per 44 piani dove troveranno sede le Assicurazioni Generali.
“Ma guardiamo al 2020 e si tratta di progettare il futuro” afferma il presidente Zini.
La strategia di crescita punta su Servizi e Project Financing Ospedalieri ed Estero. E’ prevista l’uscita dalle Concessioni Autostradali dopo che  già Cmb aveva abbandonato i parcheggi. L’area dei Servizi sanitari (sono sette le concessioni ospedaliere oggi in pancia a Cmb di cui cinque già a regime e due in costruzione) rappresenterà uno dei fattori di ripresa degli investimenti e dello sviluppo in Italia, in grado, insieme all’Estero, di invertire la tendenza al calo degli ultimi anni. Forte delle conoscenze e competenze maturate nel Settore ospedaliero, Cmb sfrutterà questo vantaggio competitivo proponendosi all’estero nel segmento ospedaliero in forte sviluppo nei paesi nordafricani in alleanza strategica con Cmc e altre grandi imprese italiane e straniere, partners che abbiano un radicamento, una conoscenza del mercato e una struttura organizzativa in loco. “Nell’ultimo anno e mezzo sono state fatte gare all’estero per un ammontare complessivo di 800 milioni di euro” afferma Marcello Modenese, direttore Finanza, Pianificazione e Controllo. La produzione immobiliare è prevista in ripresa nelle grandi aree urbane, soprattutto nel mercato milanese dove Cmb esprime una indiscussa leadership a livello nazionale.  Il perseguimento delle proprie strategie porterà Cmb alla fine del Piano Industriale a un giro d’affari (che nel 2014 si è attestato a 476 milioni) sulla soglia dei 600 milioni di euro nel 2017.
Sara Gelli
 

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