Spezza l’attesa… al Pronto Soccorso

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Spezza l’attesa è il titolo di un innovativo progetto di volontariato che intende migliorare l’attesa dei pazienti nei Pronto Soccorso della Provincia di Modena. “Il progetto – spiega il dottor  Carlo Tassi, direttore del Dipartimento Interaziendale di Emergenza Urgenza – è decollato a gennaio in via sperimentale al Santa Maria Bianca di Mirandola, grazie alla collaborazione di Avo, (Associazione Volontari Ospedalieri) ma, entro due anni, contiamo di estenderlo alle varie Unità operative di Emergenza – Urgenza di tutto il modenese. Per quanto riguarda Carpi, in autunno inizieremo degli specifici corsi di formazione per addestrare i volontari”.
Le mansioni richieste prevedono l’accoglienza e l’ascolto,  così come la vicinanza ai malati che attendono le cure e il sostegno ai familiari: “i volontari non dovranno fornire alcuna informazione di carattere sanitario – assicura il dottor Tassi – ma fungere sostanzialmente da intermediari tra il personale del triage, spesso avvertito come lontano od ostile, e il malato. A Mirandola il progetto è stato ben accolto e sta riscuotendo un discreto successo”. Il contributo dei volontari nelle strutture ospedaliere è davvero prezioso e anche il Ramazzini di Carpi può contare su un piccolo esercito di persone dal cuore grande: sono i volontari di Avo. La squadra, capitanata dalla presidente Isa Aldini, annovera 72 volontari storici e una ventina di giovanissimi. “Dall’inizio dell’anno – racconta la presidente – 16 studenti delle scuole superiori di Carpi e 4 scout inviatici dalle Parrocchie stanno facendo uno stage presso la nostra associazione. Circa 1 ragazzo su 10 al termine di questa esperienza formativa decide di restare ed entrare così, ufficialmente, nelle fila dei volontari ospedalieri”.
Ma quanto è importante il servizio reso ai pazienti?
“Io sono di parte – sorride Isa – ma, al giorno d’oggi, credo che l’opera dei volontari ospedalieri sia davvero fondamentale. Noi, infatti, non ci limitiamo a somministrare i pasti alle persone anziane e sole ma, ci rechiamo in tutti i reparti per fare compagnia ai malati. Rincuorarli, ascoltarli… spesso i pazienti ci confidano i loro problemi, ciò che li angustia. Pensieri ed emozioni intimi che non si sentono di condividere nemmeno coi loro congiunti. Si sa, parlare con un estraneo è molto più facile”. I volontari di Avo operano già in Pronto Soccorso, dietro le quinte per così dire: “restiamo accanto ai pazienti dopo la visita preliminare, mentre sono in attesa di ulteriori esami diagnostici o dell’arrivo dei propri famigliari. Se anche a Carpi verrà introdotta la possibilità di estendere la nostra opera nella sala d’attesa del Pronto Soccorso saremo certamente lieti di accettare la sfida e fare del nostro meglio”.
Jessica Bianchi
 

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