La piccola rivoluzione della cultura a Carpi

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Lamentarsi dell’inerzia della politica, dell’incapacità di chi governa di fornire risposte concrete e adeguate ai cittadini, dell’attrito che rende refrattaria la pubblica amministrazione a qualsivoglia aggiornamento e adeguamento al mutare di contesto e tempi sembra essere ormai divenuto un luogo comune. Pare però che non debba trattarsi di una regola sempre valida, almeno a giudicare dalla piccola rivoluzione che sta per avere luogo a Carpi e che porta il nome, provvisorio, di Centro Unico Promozionale. Si tratta sostanzialmente di un ripensamento radicale delle modalità di promozione di Carpi, del centro storico e del territorio, all’interno di un ente organico – che andrà a ubicarsi nel palazzo della pieve, spazi prima occupati dalla Pretura –  in grado di seguire tutti gli aspetti legati all’appeal della città. “Dal mattone a Facebook”, come ha avuto modo di affermare in varie occasioni il vicesindaco Simone Morelli, che per la realizzazione del progetto si è speso con passione e determinazione. Un deciso rilancio dell’immagine e dell’attrattiva della città, dunque, sia dal punto di vista culturale che turistico ed economico, pensando naturalmente all’imminente Expo, ma cercando di immaginare le strategie da seguire anche per gli anni a venire. Una struttura duttile, in grado di adattarsi alle esigenze della città, di collaborare e armonizzare le diverse aree tematiche, di dialogare e creare sinergie sempre più profonde con i privati. Sono tre le macro aree di intervento del Centro Unico di promozione, alla guida del quale dovrebbe andare il dirigente Giovanni Gnoli: una relativa agli interventi architettonici e ai restauri, con lo scopo di ristrutturare e riqualificare il centro storico – si pensi ai lavori al Torrione degli Spagnoli o a quelli, annunciati, ai giardini del Teatro o a San Nicolò – e all’arredo urbano; un’area dedicata a tutti i servizi di prestito e consultazione, museali, mostre, teatrali, di musica e spettacolo, servizi per i giovani, economia, commercio e turismo; un’ultima branca che dovrà invece dedicarsi alle attività culturali e promozionali, e dunque occuparsi di eventi e manifestazioni quali Festival Filosofia, Festa del Racconto, Carpi C’è, CarpiEstate, Natale, appuntamenti relativi alla moda e, non meno importante, collaborare con tutti quei privati che organizzeranno manifestazioni in città e nel suo centro. Com’è ovvio, per realizzare una tale macchina organizzativa occorrerà trasferire del personale e, probabilmente, reperirne di nuovo. Tra le idee forti del progetto, quella di poter avere una cabina di regia che riesca, grazie alle molteplici competenze presenti al suo interno, a seguire tutti gli aspetti di quel ‘marketing territoriale’ che è stato uno dei cavalli di battaglia della presente amministrazione alle ultime elezioni, andando ad agire trasversalmente su aree amministrative, progettuali, promozionali e, non ultimo, di found raising. Uno strumento capace, insomma, di operare a 360° e di rispondere ai nuovi standard di dinamicità e adattabilità imposti al tempo della rivoluzione digitale. Il Centro, progetto in questi giorni al vaglio dei sindacati, dovrebbe diventare operativo entro i primi mesi del 2015. Tra i primi obiettivi, quello di una grande mostra del tessile e della moda, uno spazio per i prodotti tipici, l’attenzione alle nuove forme di turismo come quello in bici, la completa fruibilità di Palazzo Pio e dei suoi tesori. Comunque la si guardi, un bel cambiamento per chi ritiene che la pubblica amministrazione sia incapace di innovare e ripensarsi.
 

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