I tagli indeboliscono la sicurezza

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Hanno iniziato tagliando le spese di gestione, poi hanno messo le mani nelle tasche di poliziotti, carabinieri, agenti di polizia penitenziaria e polizia stradale, pompieri. Ora li stanno proprio cancellando.
Le spending review volute dagli esecutivi che si sono succeduti negli ultimi vent’anni hanno avuto effetti devastanti sulle Forze dell’Ordine. E quindi, su tutti i cittadini. I numeri parlano chiaro: dal 2012 blocco dell’80 per cento delle assunzioni, che diventerà 50 nel 2015 e ciò significa che per cento agenti che sono andati in pensione ne sono stati assunti soltanto 20 all’anno e, senza assunzione di forze giovani, gli agenti in servizio invecchiano e la maggior parte oggi ha tra i 41 e i 50 anni. Quando la gente chiede un maggior presidio del territorio, non fa i conti con le forze che sono rimaste in campo. Le ultime segnalazioni testimoniano di una difficoltà ormai cronica a intervenire con tempestività nell’emergenza: la polizia chiamata a intervenire per un sopralluogo in una villa devastata dai ladri sabato mattina ha dovuto allertare i carabinieri che sono arrivati con la polizia scientifica più di mezz’ora dopo la chiamata, i pompieri per un principio d’incendio su un tetto nella zona poco più a nord del centro storico hanno impiegato quasi mezz’ora per raggiungere il posto. Con l’aggravante che, se polizia e carabinieri possono integrarsi nello svolgimento di un’attività per tanti versi simile, non c’è nessuno che possa sostituire i vigili del fuoco che sono gli unici ad avere una preparazione specifica per domare le fiamme, nonostante ci sia chi pensa di poterli sostituire con la Protezione civile.
E se finora siamo stati abituati a vedere i poliziotti in assetto antisommossa nelle piazze e davanti agli stadi, i carabinieri di pattuglia a controllare le strade, i pompieri sull’autoscala che da Carpi corrono per intervenire da Correggio a Bomporto, non è escluso che nei prossimi mesi li vedremo sfilare a fianco degli operai.
Sara Gelli e Jessica Bianchi
 

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