“Non voglio restare a guardare ma fare la mia parte”

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“Sogno di entrare in Polizia, in particolare nell’Antimafia da quando sono piccola. Ho uno zio, ispettore, che da anni si spende sul campo, in Calabria: sarebbe un grande onore per me seguire le sue orme”. Ha le idee chiare la 21enne carpigiana Caterina Molaschi. Commessa presso il Borgogioioso, la giovane Caterina, un diploma al Liceo Scientifico Manfredo Fanti, crede “nell’impegno civile, nella giustizia e nel patriottismo”. Con magistrati del calibro di Borsellino e Falcone nel cuore, “straordinari esempi di coraggio”, Caterina è determinata a fare del proprio meglio per tentare di cambiare qualcosa. “Credo nell’impegno personale e, per questo motivo, oltre a militare tra le fila dei Fratelli d’Italia spendendomi per il bene della mia città, ho deciso di affrontare il concorso per entrare nelle Forze Armate”. Spinta da una forte motivazione, Caterina non si lascia abbattere dalle difficoltà e non lesina sacrifici: “questa è la terza volta che ci provo. Per acquisire punti ho conseguito un paio di brevetti (bagnino e porto d’armi) mi sono sottoposta a un intervento per rimuovere il piccolo tattoo che avevo alla caviglia e a causa del quale mi avevano scartata e, ora, finalmente, ho superato la due giorni di test e prove fisiche e psico attitudinali”. Lo scorso 25 settembre, a Foligno, Caterina ha dato prova della sua ottima forma fisica superando brillantemente tutte le prove e il colloquio con uno psicologo, il quale ne ha testato motivazione, stabilità mentale e affidabilità. “Eravamo oltre cinquemila – racconta Caterina – solo 1.500 potranno accedere all’anno di ferma volontario, requisito indispensabile per entrare poi in Polizia. Ora non mi resta che aspettare la fine di novembre, per scoprire quale sarà il mio destino. La mia speranza, naturalmente, è quella di essere tra coloro che, il 4 dicembre, partiranno alla volta di Verona, Capua o Ascoli, per dedicarsi a un anno di duro addestramento”. Nonostante quello militare sia ancora un universo decisamente maschile, Caterina non si lascia scoraggiare: “le donne, purtroppo, rappresentano ancora una minoranza ma credo possano costituire  un valore aggiunto per le Forze Armate. La nostra sensibilità e il nostro sesto senso possono rivelarsi elementi preziosi, soprattutto in un mondo di uomini”. Sostenuta e incoraggiata dalla sua famiglia, Caterina non ha alcuna intenzione di mollare: “sono fissata – sorride – ho investito tutto in questo progetto e non intendo rinunciare al mio sogno. Se non dovessi farcela nemmeno questa volta, ci riproverò ancora. Da sempre mi documento per cercare di conoscere nel modo più approfondito possibile il fenomeno mafioso e la sua evoluzione nel corso del tempo. Voglio diventare una poliziotta, trasferirmi al Sud e lavorare sul campo in una sezione operativa. Non voglio restare a guardare, ma fare la mia parte”.
Jessica Bianchi
 

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