Il vangelo secondo Sieni…

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Vie Festival, organizzato da Emilia Romagna Teatro Fondazione, torna anche quest’anno a far tappa a Carpi. Il festival vuol mettere al centro la creazione contemporanea, dare allo sguardo la responsabilità di individuare, di cercare dove si nasconde oggi la forza del nuovo, gli artisti capaci di esplorare le zone di contatto fra le arti sceniche, i territori espressivi in cui lasciare interagire il teatro con la danza, la musica, le arti visive e  il cinema. L’idea di contemporaneità si coniuga immediatamente con quella di complessità, qualcosa che è in continuo movimento e veloce nella sua indeterminatezza. La ricerca artistica agisce in verticale, scava in profondità. Non indica soluzioni, semmai solleva qualche dubbio. Tende l’orecchio verso l’incerto. La fecondazione reciproca è per definizione un terreno fertile, il luogo di miscele sempre nuove, originali, sorprendenti. Alla base della ricerca di nuovi linguaggi, sta sempre un’urgenza di riflessione di contemporaneità, una necessità di contenuti. Il festival intende proporre una molteplicità di protagonisti, i quali si misureranno con una pluralità di spazi, con l’obiettivo di mostrare strati di lavoro artistico, sguardi e poetiche capaci di suscitare le curiosità e le urgenze anche quelle meno codificate. La pluralità di linguaggi vedrà un coinvolgimento di pubblici diversi, mirando a far cadere il diffuso pregiudizio del contemporaneo come sinonimo di incomprensibile ed elitario. Il Teatro Comunale di Carpi, dal 10 al 12 ottobre, ospita lo spettacolo Deposizione e Crocifissione del regista Virgilio Sieni. Deposizione e Crocifissione sono due quadri coreografici tratti dal Vangelo secondo Matteo, progetto speciale di formazione di Biennale College Danza avviato da Virgilio Sieni nel dicembre 2013, e il cui debutto mondiale è avvenuto a luglio nell’ambito del 9. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia. Vangelo secondo Matteo  è un viaggio attraverso i volti e i corpi di oltre centocinquanta interpreti, che hanno abitato ventisette quadri coreografici ispirati al racconto della vita di Cristo dell’apostolo Matteo, un progetto inedito per complessità e ampiezza, nato dall’incontro del coreografo con gruppi e comunità di danzatori e non professionisti provenienti da sei regioni italiane. In Deposizione, un danzatore non vedente costruisce una mappa invisibile che indaga e disegna lo spazio in senso tridimensionale: ogni gesto è al contempo ricerca di un sostegno e strumento di trasfigurazione dello spazio che modifica la propria sostanza nell’essere abitato. Nel continuo deporsi del corpo solitario c’è un tentativo di elevazione, un’azione di resistenza alla gravità, esercitata dalla ricerca di un appoggio. La figura che nell’iconografia della Deposizione è colui che sostiene è qui sostituita dall’aria che si fa volume duttile e irriducibile. Il corpo, colto in un chiasmo orizzontale, esercita una pressione continua verso l’esterno che dà materia a un respiro e scopre nelle sue giunture un equilibrio aereo che vive nella densità del gesto, nel peso di un dettaglio. Sempre parte dei 27 quadri coreografici del progetto Vangelo secondo Matteo, Crocifissione è realizzato con la partecipazione di quarantatré elementi della Corale G. Savani di Carpi, che Sieni ha conosciuto lo scorso anno in HOME_quattro case, lavoro ideato appositamente per Vie. Quarantatré elementi della corale danno corpo e voce al momento centrale della Passione, nell’avanzare lento al Golgota. Virgilio Sieni sceglie il momento della salita, in cui la decisione è già stata presa e la comunità si prepara all’evento: una cerimonia di ingresso alla morte, che sarà accompagnata, come ricordano i Vangeli, dall’improvviso oscurarsi dei cieli e dal tremore della Terra. Gli interpreti portano con sé i segni del martirio, i legni, che segnano lo spazio della condanna ma non si congiungono mai nella verticalità della Croce. I due legni dividono il gruppo, creano schieramenti che preannunciano la distinzione della nascente comunità cristiana dalla società preesistente. In questo spazio di attesa, alcuni vengono deposti come a dar vita a una Crocifissione al rovescio, mentre altri formano un affresco di azioni, dettagli, mani, pieghe che si moltiplicano nei corpi trasfigurandoli, come accade nelle Deposizioni del Pontormo, in cui gli arti degli astanti sembrano non corrispondere al resto delle membra.
 

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