Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei…

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Cosa osserviamo di un individuo la prima volta che lo incontriamo, per cercare di intuire che tipo sia? Chi si sofferma sui tratti del viso, chi sulla gestualità, la postura o l’abbigliamento. Chi, ancora, sulla proprietà di linguaggio o sul timbro della voce. Nel valutare una persona, nel capire chi abbiamo di fronte entrano in gioco molteplici fattori, razionali e non, la cui somma fornisce alla nostra mente quelle sensazioni ‘epidermiche’ che ci portano ad affermare, senza ancora conoscerlo a fondo, di apprezzare o meno il nostro interlocutore. Giudizio che, nel procedere della relazione, può naturalmente mutare rispetto a quelle prime impressioni dalle quali, in ogni caso, nessuno può prescindere. Ciò che tuttavia molti ignorano è l’esistenza di un’altra variabile che può contribuire a rivelare la nostra personalità e a palesare i tratti principali del carattere, ovvero la grafia. I grafologi sono coloro che ricavano le informazioni che ci riguardano analizzando il nostro modo di scrivere. Margherita Po Quattrini è tra questi: carpigiana, è approdata a questa scienza umana quasi per caso: “molti anni fa l’Università della Terza Età Mario Gasparini Casari organizzò dei corsi di Grafologia di base tenuti dalla dottoressa Vannini, medico chirurgo e omeopata. Li frequentai per un paio di anni, dapprima incuriosita, poi convinta della validità dei contenuti”. Questa esperienza fu però abbandonata da Margherita, la quale doveva dividersi tra l’impegno presso gli uffici di Angelo Po e l’accudimento dei figli, allora piccoli e numerosi. “La mia vita da mamma lavoratrice è continuata fino a cinque anni fa, quando ho deciso di lasciare il lavoro presso l’azienda di cui ero contitolare. Con molto più tempo a disposizione e i figli ormai cresciuti ho riscoperto il desiderio di ampliare le mie conoscenze. Dopo aver casualmente saputo che l’Università Carlo Bo di Urbino organizzava un Master di Consulenza Grafologica peritale-giudiziaria e professionale, in me si è subito risvegliato il desiderio di riprendere la materia e approfondirla in ambito accademico. Ho frequentato le lezioni, svolgendo poi il percorso a ritroso, frequentando la scuola triennale Patavina a Padova e specializzandomi in Grafologia Familiare”. Da allora, parallelamente alla pratica della professione,  Margherita continua regolarmente ad aggiornarsi seguendo lezioni di specialisti, partecipando a corsi, laboratori e convegni. Ma cosa si intende esattamente quando si parla di grafologia? “Con questo termine noi professionisti ci riferiamo a una scienza umana che, indagando e misurando il tracciato grafomotorio di un individuo, riesce a conoscere gli aspetti temperamentali e tipici che lo rendono unico rispetto agli altri, poiché la scrittura è espressione di funzioni cerebrali che coinvolgono sia le aree addette alle emozioni che quelle responsabili del pensiero razionale”. Non si pensi però che si tratti di una disciplina destinata unicamente a soddisfare la curiosità personale, tutt’altro. Sulle sue numerose applicazioni Margherita è molto chiara: “questa scienza , che segue un metodo protocollato e basato sulla misurazione oggettiva dei ‘segni grafologici’, permettendoci di conoscere a fondo l’individuo, è utilizzabile in tutti quegli ambiti in cui la persona umana agisce: da quello strettamente intimo a quello  delle relazioni familiari, passando per quello scolastico e professionale. Per quanto riguarda, ad esempio, la selezione del personale, l’aiuto che può fornire consiste nel riuscire a individuare dal manoscritto del candidato – se questo è elaborato secondo determinati criteri – le sue capacità intellettive, mnemoniche, le sue modalità di apprendere e utilizzare l’esperienza acquisita, il suo modo di comunicare, di relazionarsi con gli altri ma anche la giusta modalità che gli altri devono seguire per relazionarsi con lui, la sua tendenza alla leadership o, al contrario, quella a non emergere, la sua precisione, l’osservanza delle regole, il raggiungimento o meno degli obiettivi che si pone, la sua creatività o la sua mancanza di fantasia, il suo modo di reagire di fronte al problema, l’adeguatezza del comportamento rispetto al contesto… Lo scopo è quello di portare l’individuo alla consapevolezza dei propri punti forti e deboli per poter agire su di essi, potenziandoli o arginandoli”. Grazie alle sue conoscenze Margherita si è occupata di una figura molto cara ai carpigiani, quella di Odoardo Focherini: “ho voluto studiare la scrittura di Odoardo facendone l’argomento della tesi di diploma, perché grazie a don Claudio Pontiroli ho potuto conoscere, apprezzare e rimanere  affascinata da questa persona, eroe e santo allo stesso tempo. Lui ci ha lasciato in eredità ben 166  manoscritti, amorevolmente archiviati e catalogati dalla figlia Olga. Il mio desiderio era quello di scoprire quale persona privata si nascondesse dietro a quella pubblica, ormai conosciuta grazie alle numerose biografie.  Il risultato, grazie anche alla collaborazione con il professor Turra di Verona, è stato straordinario: sono diventata ‘amica intima’ di una persona speciale ma anche così  normale, piena di difetti come tutti noi ma colma della grazia divina che gli ha permesso di affrontare e accettare una condanna ingiusta e un’agonia lunga e dolorosa dentro al carcere e poi nei campi di concentramento. E’ stato sorprendente verificare come, nel corso degli anni (il mio studio è stato “longitudinale” cioè ho analizzato scritti composti in epoche diverse), la sua natura, pur rimanendo temperalmente la stessa, si sia trasformata: da persona d’azione a una maggiormente riflessiva  con il recupero, inaspettato e commovente, di una interiorità che era rimasta sopita dall’eccesso di esuberanza. Il lavoro mi  ha così emotivamente coinvolto che ho voluto condividerlo con chiunque fosse interessato, e ho cominciato a presentarlo in varie parrocchie della Diocesi di Carpi, in un istituto scolastico di Correggio e tuttora continuo a proporlo sperando di suscitare un interesse vivo, soprattutto nel territorio della Diocesi per cui lui ha tanto lavorato”. Margherita, piena di entusiasmo e voglia di fare, ha tanti progetti in cantiere: presso l’istituto S. Tomaso d’Aquino a Correggio aprirà uno sportello di consulenza grafologica per gli studenti di terza media e quinta superiore, con lo scopo di aiutarli a conoscere meglio le loro attitudini intellettive, per un efficace orientamento verso la scelta della scuola superiore o dell’università; sta collaborando con la dottoressa Chiara Piccinini del Centro Tomatis di Modena, in un lavoro di ricerca sul rilevamento di cambiamenti nella scrittura prima e dopo il trattamento di ‘ascolto’ con orecchio elettronico. In cantiere ha poi il desiderio di trasferire il contenuto del lavoro sulla scrittura di Focherini in un libretto semplice, con un intento maggiormente divulgativo, oltre a una ricerca, attualmente in fase di studio, sulla scrittura dei pazienti affetti da vertigini, insieme al dottor Gambelli e al dottor Zanni del Reparto ORL dell’Ospedale di Sassuolo. “Mi piacerebbe anche trovare il tempo di studiare la scrittura di Mamma Nina. E’ stata contemporanea di Focherini, il quale frequentava la sua Casa della Provvidenza con una certa regolarità. Queste figure del nostro passato sono state portatrici di un vero fervore dentro la Chiesa di Carpi. Conoscerle nella loro quotidianità, nei loro aspetti umani, al di là della loro immagine pubblica, ci permette di identificarle in un modello di santità  alla portata di tutti gli uomini di buona volontà”.
Marcello  Marchesini
 

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