“Di anoressia si può guarire”

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Totalizzante. Ossessivo. Un pensiero fisso che non se ne va. Una vita spesa in funzione dell’ago della bilancia. Quando l’ideale di magrezza, il controllo del peso e della propria forma corporea diventano pressanti, tanto da soffocare passioni, interessi e relazioni, allora il rischio di scivolare nella trappola dei disturbi alimentari si fa via via sempre più concreto. Quanto più la civiltà prospera, tanto più la magrezza diventa sinonimo di bellezza. I disturbi del comportamento alimentare sono diventati frequenti. Familiari quasi. Eppure si rimane inermi, scioccati, di fronte a un male di vivere tanto potente che porta chi ne é affetto a camminare a braccetto con la morte. Tali patologie dilagano intorno a noi, figlie del disagio profondo di una generazione resa fragile da una società che discrimina tra corpi di serie A e B,  proclamando il culto della perfezione delle forme a tutti i costi. “Anoressia, bulimia e sindrome da alimentazione incontrollata sono disturbi complessi della mente e del corpo accomunati dal pensiero ossessivo del cibo, dalla paura morbosa di diventare sovrappeso, unitamente a una percezione deformante del proprio corpo e a una bassa stima di sè”, spiega il dottor Dante Zini, direttore dell’Unità operativa di Medicina Interna Indirizzo Obesità e Disturbi del Comportamento Alimentare  dell’Ospedale di Baggiovara. “Nella mente di una donna anoressica vi è spazio solo per l’ossessione del cibo. Uno stato mentale che la fa sentire oppressa, soffocata, sottraendo tempo ed energie  alle altre cose che le stanno a cuore. Uno stato tormentoso e disturbante che la induce ad assumere comportamenti disfunzionali: mangia sempre meno per dimagrire, alle volte perde il controllo e si abbuffa, per poi sentirsi in colpa e ricorrere al vomito indotto. L’ossessione per il cibo è un dvd che gira sempre in testa. Un circolo vizioso che auto alimenta la malattia”.  I disturbi del comportamento alimentare, se cronicizzati, possono provocare importanti complicanze fisiche e psicologiche: “debolezza, problemi cardiovascolari, gastrointestinali, endocrini, scheletrici, amenorrea…  e, nei casi più gravi, condurre sino alla morte. Tali disturbi compromettono l’umore, la capacità di concentrazione e inducono chi ne è affetto a isolarsi, a trascurare interessi e relazioni interpersonali”. Le cause non sono ben definite e certamente non univoche ma, prosegue il dottor Zini, “si associano a una certa fragilità psicologica. Insicurezza, ricerca della perfezione e bassa autostima sono fattori di rischio, così come l’intolleranza alle emozioni e le difficoltà relazionali e famigliari”.  In Provincia di Modena sono circa 3.500 i pazienti affetti da disturbi alimentari, con un’incidenza di 250 nuovi casi ogni anno. Numeri a dir poco preoccupanti: “l’età in cui si manifestano con maggiore frequenza è quella dell’adolescenza (tra i 12 e i 30 anni) ma l’età di esordio si è abbassata e non è raro trovare forme di disturbi del comportamento alimentare anche tra bambini e pre-adolescenti (9, 10 anni). Varie anche le over 30 che si rivolgono a noi, le quali spesso presentano disturbi che si protraggono da tempo, poiché non riconosciuti o non curati in modo adeguato”. Considerate per anni patologie tipicamente femminili, in realtà sono sempre più numerosi i maschi affetti da disturbi alimentari, ai quali può sovrapporsi “una vigoressia, ovvero  il desiderio compulsivo di potenziare il proprio tono muscolare attraverso un esercizio fisico estenuante e prolungato, teso al raggiungimento di una perfezione fisica inarrivabile. E’ naturale che ciascuno di noi si prenda cura del proprio corpo attraverso una sana alimentazione e un’adeguata attività fisica ma quando il peso diventa un pensiero totalizzante, allora c’è qualcosa che non va”. In Tv proliferano programmi centrati sul corpo e sulla necessità di dimagrire e adottare stili di vita corretti: “attenzione – sottolinea il dottor Dante Zini – tali programmi possono essere potenzialmente molto rischiosi se guardati senza la giusta consapevolezza. Per i più fragili, l’attenzione che la televisione, il mondo della moda e quello della danza, riservano al corpo, può costituire un pericolo”.  L’unità operativa diretta da Zini offre un servizio caratterizzato da diversi livelli di cura (in regime ambulatoriale, di day hospital o di ricovero ospedaliero) grazie ai quali il paziente può ricevere una diagnosi e iniziare una terapia adeguata. “Di anoressia – conclude Zini – si può guarire. Naturalmente per fronteggiare e vincere la fragilità personale che soggiace a tale disturbo, occorre del tempo ma con la psicoterapia si può fare molto”.
Jessica Bianchi
 

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