Un nuovo inizio

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Capperi. E’ questo il delizioso nome che i carpigiani Marco Lugli e Valentina Soncini hanno scelto per la loro nuova avventura. Dalle tinte forti, come i colori della terra salentina, dove hanno deciso di mettersi in gioco, aprendo un Bed and Breakfast. Compagni, hanno scelto uno stile di vita completamente diverso. Più semplice. In un luogo dove la bellezza regna, insieme a contrasti che tolgono il fiato. Immerso in una luce abbacinante, il Salento profuma di mare, ma anche di pomodori stesi al sole ad asciugare. Muretti a secco, antichi frantoi, ulivi centenari… ogni angolo ha una storia da raccontare. Impossibile restare impassibili di fronte all’incanto di quella terra, fatta di gente vera. Ospitale. Catturati dal fascino di quei luoghi, Marco e Valentina non hanno resistito al richiamo e sono partiti.
Cosa vi ha spinti a iniziare questa avventura in Salento?
Marco: “Sono 15 anni che in cima alla lista delle mie priorità vi è la qualità della vita. O meglio la sua ricerca. Il primo cambiamento in questo senso è stata l’apertura del Ristorante La Bottiglieria. Colsi nel segno solo in parte: l’aspetto umano. Per quanto riguarda le tempistiche della giornata di un ristoratore, invece, avevo proprio sbagliato bersaglio. Così ho preso meglio la mira dedicandomi alla fotografia e alla scrittura, mie passioni da sempre, ma sentivo il bisogno di vivere in un luogo con un clima più piacevole di quello emiliano. Abbiamo valutato alcuni luoghi, anche all’estero. Ma l’esigenza di trovare qualcosa che ci permettesse di restare vicino ai nostri genitori ci ha portato qui”.
Valentina: “Una frase di Paul Valery: Il modo migliore per far avverare i sogni è svegliarsi. Quante volte ho pensato – e quale emiliano non l’ha fatto – come sarebbe bello vivere al mare… Un giorno ho realizzato che era quello che volevo, fortunatamente coincideva con i desideri di Marco. Poi una serie di eventi più o meno fortunati, uniti a una forza di volontà che mi ha sempre spinto a realizzare ciò che volevo. Aver incontrato Marco, con cui ho condiviso questo sogno, è stato meraviglioso, senza di lui non avrei potuto fare questo passo. Aver avuto esperienze di lavoro come architetto in Salento, mi hanno fatto conoscere questa terra splendida, non solo da turista. Il terremoto del 2012, che ha rivoluzionato il mio settore e lo ha reso, purtroppo, legato soltanto a progetti di ricostruzione, unitamente alla consapevolezza che uno stile di vita legato alla genuinità del cibo, dell’aria e dei rapporti umani ha un valore inestimabile, è stata la spinta decisiva”.
Cosa amate maggiormente di quella terra?
Valentina: “Il mare: lo vedo dalla mia terrazza. Limpido e turchese degrada verso il blu intenso. Non a caso è chiamato Maldive, con la spiaggia chiara. E’ uno spettacolo che mi riempie gli occhi ogni giorno. Gli ulivi e la terra rossa: tutto intorno a noi è campagna, fatta di campi di ulivi centenari e terreni rosso fuoco. Adoro questi colori forti e la maestosità degli ulivi. L’architettura: le case intonacate bianche, che si stagliano sul cielo azzurro, i muretti a secco, le pajare e le liame che sono costruzioni tipiche della campagna salentina, le volte a stella, il tufo color sabbia, la pietra leccese… Il cielo azzurro: a Carpi capita pochi giorni all’anno di vedere un cielo dal colore così intenso… e la luce. C’è una luce abbagliante che fa risaltare tutti i colori. Il cibo: la cucina salentina è fatta di piatti poveri e semplici, realizzati con prodotti locali buonissimi; la frutta e la verdura hanno dei sapori unici! Conditi con un olio eccezionale, che noi adoriamo. Le persone: sono di una gentilezza disarmante, tutti ci salutano e sono disponibili. Ho riscoperto un calore umano che mi fa sentire a mio agio: il buongiorno quando si entra a supermercato, il vicino che ti invita dal balcone di fronte a prendere un caffè, il contadino che ti porta casse di verdura del suo orto e il suo vino fatto in casa, solo per darti il benvenuto. Ultimo aspetto, il costo della vita: un 30% in meno rispetto al Nord… il caffè qui costa ancora 80 centesimi”.
Ci vogliono positività, coraggio e tanto entusiasmo per investire oggi. Quanto è importante credere e scommettere sulla bellezza?
Marco: “Diciamolo, bisogna averne pure la possibilità. Se avessimo tre figli da sfamare la cosa, forse, non sarebbe stata possibile. Avere tempo da dedicare a se stessi, comporta anche un tenore di vita più controllato. E la “spending review” non è proprio banale per una famiglia numerosa. Investire nella bellezza però è fondamentale perchè genera un ritorno emotivo molto appagante. Il cliente soddisfatto che ti ringrazia per ciò che hai fatto per lui ti risolve la giornata”.
Valentina: “La ricerca del bello, la cura dei particolari, la precisione, il rigore, la bellezza delle forme costituiscono, da sempre, il mio lavoro. Sono un esteta, per questo Marco mi prende sempre in giro, dice che prediligo l’estetica alla funzionalità. Oltre a essere precisa per natura, credo che la ricerca della bellezza sia l’unico modo per distinguersi e creare stupore nelle persone. La bellezza stupisce e non è facile ai giorni nostri… Ma se si raggiunge questo obbiettivo, sono convinta che si sia centrato un mercato nel quale valga la pena investire”.
Come prosegue oggi  la vostra vita? Vi dividete tra Carpi e Morciano?
Marco: “Per quanto mi riguarda è esattamente così. Oltre a servizi fotografici di routine ho anche un importante progetto fotografico che riguarda i cantieri della ricostruzione post sisma, commissionato da Enerplan, che mi porta spesso a Carpi. E poi c’è l’aspetto sociale, le amicizie vanno coltivate anche in modo non virtuale”.
Valentina: “Confermo, Marco mi lascia sempre sola per scapparsene al Nord dagli amici. Scherzo, ma dobbiamo essere molto versatili per conciliare le due vite, non è semplice, soprattutto ora che siamo all’inizio. Io resterò stabilmente qui a Morciano fino alla fine della stagione, che speriamo possa durare fino a ottobre. Poi saliremo, proseguirò le collaborazioni professionali che ho a Carpi per poi scendere nuovamente l’anno prossimo in primavera. Spostarsi stagionalmente è impegnativo, ma ha i suoi lati positivi e soprattutto il pensiero di riabbracciare e passare del tempo con amici e familiari che non vedo da mesi ricompensa gli sforzi”.
Qual è la vostra  giornata tipo?
Marco: “Lei fa le torte, io le mangio”.
Valentina: “Non per niente Marco mi chiama Nonna Papera… Oltre a quel che fa lui, che è assolutamente vero, la mattina prepariamo le colazioni per gli ospiti, si fanno due chiacchiere e si danno consigli sulle spiagge da visitare, ristoranti, borghi storici, parchi e bellezze del Salento. Poi le pulizie delle stanze, qualche faccenda da sbrigare al computer, un salto al mare e se c’è tempo un giro in Mountain Bike alla scoperta di nuovi percorsi cicloturistici. La sera, se non dobbiamo attendere qualche ospite, usciamo a cena visto che di ristoranti ottimi nei dintorni ce ne sono tantissimi… e dai prezzi abbordabili. Dal pesce alla carne, c’è da stare solo attenti alla linea perché i salentini, solo di antipasto, ti servono 10 portate. Ora iniziano le sagre di paese, una ogni sera, sparse per i paesini limitrofi, illuminate da monumentali luminarie”.
Capperi è una simpatica esclamazione di sorpresa. L’avete scelta perché il B&B toglie il fiato?
Valentina: “Sì, Marco è molto bravo con i giochi di parole e il nome, quando me l’ha proposto, mi è parso azzeccatissimo e accattivante. Oltre al fatto di prestarsi alle esclamazioni di stupore, c’è la pianta del cappero alla quale siamo legati sia perché non manca mai nella nostra cucina, sia perché e una pianta autoctona, tipica del Salento. La si trova spesso passeggiando in campagna tra i muretti a secco. Ma sotto il nome del nostro B&B si nasconde una storia romantica che ci ha raccontato un amico che vive nelle campagne non lontano da qui. Un giorno, prima che quest’avventura iniziasse, io e Marco eravamo in compagnia di Luigi, un contadino che vive qui e conosce e ama la sua terra in modo viscerale. Passeggiavamo vicino ai suoi ulivi e vedendo una pianta di capperi gli dissi che li adoravo e gli chiesi come fare a coltivarli. Mi disse che è difficilissimo, perché il cappero è una pianta delicata che sa dove vuole crescere. Non la puoi piantare. Cresce tra i sassi, lungo i muretti a secco, in posti improbabili. E poi fondamentali sono le formiche: sono loro infatti a portare il seme del cappero tra i sassi, in fondo, affinché possa attecchire. Questa immagine legata alla forza della natura che supera le costrizioni umane ci è rimasta impressa e si sposa con la nostra filosofia di conservazione e valorizzazione del territorio”.
Un fotografo e un architetto insieme cosa sono stati in grado di creare? Cos’ha Capperi in più degli altri?
Marco: “Il Salento ha alcune strutture ricettive favolose. Non siamo certamente i più “fighi” e non puntiamo a diventarlo. La nostra è una piccola realtà, ma poniamo molta attenzione nel valorizzare il materiale che abbiamo a disposizione. Da parte nostra c’è un costante impegno nel creare una sinergia tra il territorio e le nostre competenze. La scuola di fotografia, ad esempio, è un progetto che speriamo possa prendere piede soprattutto nelle mezze stagioni. Io metto a disposizione la mia didattica fotografica più che collaudata e poi porto in giro i clienti in mountain bike affinché possano metterla in pratica in mezzo alla natura e all’architettura salentina. Tracciamo nuovi percorsi ciclistici che pubblichiamo sui siti di appassionati (e sul nostro) per coniugare sport, natura e cultura”.
Valentina: “La moltitudine di interessi, passioni e attività professionali che abbiamo io e Marco credo ci abbiamo aiutato a creare un luogo interessante: lo stile architettonico misto tra design e recupero nel patrimonio storico; le attività proposte come la MTB e la scuola di fotografia; la genuinità dei prodotti offerti, dai dolci fatti in casa con prodotti locali al limoncino autoprodotto utilizzando i limoni biologici del nostro giardino; la cura dei dettagli al fine di rispondere alle esigenze dell’ospite, sia dal punto di vista estetico, che funzionale e pratico. Ci piace pensare a quello che vorremmo trovare noi soggiornando qui e, di conseguenza, progettiamo le stanze e gli appartamenti. Infine credo che i clienti vadano coccolati e abbiamo voglia di sentirsi in un luogo accogliente, familiare, bello e pratico. Sentirsi ringraziare a fine soggiorno per aver passato una vacanza bella ed essere stati bene da noi è una soddisfazione enorme”.
Voi siete compagni nella vita, fa bene alla coppia lavorare insieme? C’è un segreto?
Marco
: “No. A quale delle due domande sto rispondendo lascio a voi decidere… in realtà lascio alla mia “socia” romantica il piacere della risposta”.
Valentina: “Ho sempre pensato che due persone che si amano e hanno progetti comuni abbiano la forza e la possibilità di realizzare progetti di una grandezza esponenziale rispetto a quanto potrebbero fare da soli. Questo perché il potenziale del progetto cresce  a dismisura tra due persone che vogliono l’una il bene dell’altra, per cui cercano sempre di aiutarsi e apportare il proprio contributo positivo. Certo, ci vogliono rispetto e tanta pazienza con i soci, se poi sono anche compagni di vita… Sta di fatto che adoro collaborare con Marco, anche quando ci mettiamo a progettare arredi che poi sviluppiamo insieme, lo trovo incredibilmente stimolante, anche dal punto di vista lavorativo. Poi, Marco, in separata sede mi spieghi quel no…”.
Per scoprire la bellezza di Capperi, vi invitiamo a curiosare sul sito www.capperibb.it.
Jessica Bianchi
 

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