Epitaffi 2.0

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“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.
Gabriel Garcia Marquez

Istantanee d’eternità. Frammenti di vita fermati nel tempo. Il progetto del 50enne Marcelo Trombini, carpigiano d’adozione, racchiude la poetica delicatezza che trasuda dalle pagine di Gabriel Garcia Marquez. Una narrativa, quella sudamericana, popolata da antichi fantasmi, di presenze amiche. Dove le radici, le storia degli avi, si perpetuano di padre in figlio. Ed è proprio per dar voce a chi ci ha preceduto, affinché il tempo non cancelli ciò che siamo stati che Marcelo, la cui famiglia emigrò nel secolo scorso in Argentina, ha dato vita al QR Ricordo, un codice, discreto e minuto, da apporre sulle lapidi di coloro che abbiamo amato. Un modo per ridar voce a chi abbiamo perduto, per immortalare nel tempo il loro volto, le loro storie. Lapidi che raccontano la vita, gettando un ponte sull’infinito, tentando di colmare l’ineluttabilità del vuoto che accompagna ogni morte. Una “celeste corrispondenza di amorosi sensi”, per dirla con le parole del Foscolo. L’artigiano Marcelo Trombini, nell’estate del 2013, ha deciso di rilevare l’unica ditta di Marmistica e Arte Funeraria di Novi di Modena, in via Fratelli Rosselli, 26 con “coraggio e passione, considerato il difficile momento”, racconta la moglie Gisella e anche grazie ai fondi messi a disposizione, dopo il sisma del maggio 2012, da Renzo Rosso, fondatore del marchio Diesel e a MXIT Microcredito per l’Italia. “Il terremoto ha piegato le anime di molti che, oltre alle case e alle certezze, hanno perduto tutto. Tanti novesi non hanno potuto recuperare i cimeli di famiglia, le fotografie, le immagini dei propri cari scomparsi. Questo dolore ci ha fatto balenare nella mente un’idea: quella di proteggere il patrimonio delle memorie familiari attraverso un codice”. Questo innovativo servizio, già diffuso nei paesi anglosassoni, negli Stati Uniti e nei paesi nordici, è una vera novità per la nostra Regione. M&G Marmi e graniti infatti è il primo laboratorio di arte funeraria in Emilia Romagna a munire le lapidi, le tombe o le urne cinerarie di una piccola placchetta in ceramica riportante un codice: “il funzionamento è semplicissimo. Inquadrando il codice con lo smartphone o con l’Ipad si potrà accedere alla storia della persona scomparsa, con i ricordi della vita, aneddoti e fotografie di famiglia che cullano la memoria di chi guarda”, prosegue Gisella.  “In America le chiamano living headstones, lapidi vive, a nostro parere è uno strumento per mantenere sempre vivo l’amore per i nostri cari”. Uno strumento tecnologico e innovativo per facilitare l’accesso ai ricordi dei defunti, un modo per rendere meno assordante il silenzio della morte, salvaguardando però privacy e rispetto: “il QR non è un social network dei defunti – ci tengono a sottolineare Marcelo e Gisella – gli sconosciuti non possono curiosare direttamente on line tra le tante storie che popolano i cimiteri, poiché non vi è una banca dati consultabile dalla Rete. I codici sono scansionabili solo recandosi sulle tombe oppure saranno i famigliari, se lo vorranno, a fornire il link contenente la storia dello scomparso ad amici e conoscenti”. Un modo per sapere chi siamo stati, poiché ciascuno di noi è il frutto delle proprie origini e per onorare il ricordo di chi ci ha lasciato e tramandare alle generazioni future un’eredità fatta di parole e immagini. Un lascito prezioso al quale vorrebbe attingere anche Marcelo per conoscere qualcosa in più delle sue origini liguri: “ho lasciato l’Argentina da trent’anni per tornare in Italia ma non sono riuscito a ricostruire la vita dei miei avi. Ho visitato i cimiteri, mi sono recato in Comune ma non c’è stato nulla da fare. E’ un dolore per me non sapere nulla delle loro storie. Delle loro vite. Vorrei che le persone considerassero il QR Ricordo come uno strumento per salvaguardare il passato dall’oblio del tempo”.
Jessica Bianchi
 

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