I Musei di Palazzo dei Pio al Salone del restauro di Ferrara

Nel suo intervento, intitolato Dal reale al digitale e ritorno, la direttrice Manuela Rossi ha presentato il progetto, in via di completamento, che ha consentito la digitalizzazione di oltre 1.200 opere del patrimonio museale e che prevede anche azioni che consentono la fruizione interattiva delle opere, la creazione di contenuti 3D, mostre virtuali e giochi didattici, oltre a corsi di formazione e aggiornamento per il personale.

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I progetti digitali dei Musei di Palazzo dei Pio, con un focus specifico sulle mostre Nella cornice e Non di solo pane, sono stati al centro della presentazione che la direttrice Manuela Rossi ha fatto al convegno Dalla città spugna alle Digital humanities: progetti in corso per paesaggio, musei e patrimonio culturale svoltosi mercoledì 13 maggio a Ferrara nell’ambito della 31esima edizione di Restauro – Salone internazionale dei beni culturali e ambientali.

Promosso dal Settore Patrimonio culturale della Regione Emilia Romagna, il convegno è stato l’occasione per approfondire le principali attività del settore, il restauro e la catalogazione della cultura, le esperienze di rete dei musei e le iniziative di conoscenza e fruizione dei beni culturali e naturalistici in collaborazione con le comunità locali. Al centro i progetti per infrastrutture verdi e blu e per la digitalizzazione culturale finanziati con i fondi europei e regionali.

Per le Digital humanities hanno presentato i propri progetti, scelti perché frutto di percorsi di esplorazione e innovazione del patrimonio culturale, l’Unione della Romagna Faentina, il Comune di Bagnacavallo e, appunto, i Musei di Palazzo Pio.

Nel suo intervento, intitolato Dal reale al digitale e ritorno, la direttrice Manuela Rossi ha presentato il progetto, in via di completamento, che ha consentito la digitalizzazione di oltre 1.200 opere del patrimonio museale e che prevede anche azioni che consentono la fruizione interattiva delle opere, la creazione di contenuti 3D, mostre virtuali e giochi didattici, oltre a corsi di formazione e aggiornamento per il personale. La direttrice ha illustrato i percorsi di lavoro che partono dall’aggiornamento degli studi e delle ricerche, individuano per le singole opere specifiche modalità di fruizione attraverso contenuti transmediali (come, per esempio, il dipinto Concerto in casa Lazzari accompagnato dalla musica nella mostra Nella cornice e gli avatar dei cuochi con funzione di guida virtuale nella mostra Non di solo pane) e si concludono con una mostra per la presentazione dei nuovi contenuti e il successivo ingresso nell’allestimento permanente del Museo.

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