I primi nati dell’anno

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Il primo nato in provincia di Modena, nel 2014, è una bambina il cui nome non è ancora stato deciso, venuta alla luce 24 minuti dopo la mezzanotte in ospedale a Mirandola con parto cesareo. Pesa 2 chili e 300 grammi ed è di origine pakistana. La mamma Bibi Salma è residente a Mirandola. 

Il secondo vagito, invece, è stato udito all’ospedale Ramazzini di Carpi dove alle ore 01.50 è nata Alice, una neonata di origini italiane del peso di 3 chili e 155 grammi, figlia di mamma Cristina e papà Luca, residenti a Soliera. Il parto è stato spontaneo.

In città a Modena si è dovuto attendere le ore 02.07 per registrare il primo parto. Si tratta di un’altra femminuccia, di nome Vittoria, nata al Policlinico con parto spontaneo da mamma Katia (2 chili e 935 grammi). Si aggiudica il primato tra i maschietti nati in provincia nelle prime ore del 2014, il piccolo Samuele (3 chili e 380 grammi) venuto al mondo alle ore 3 e 10 minuti al Policlinico di Modena, con parto spontaneo da mamma Vincenza.

L’ultimo nato in provincia nel 2013 è stato invece registrato in Ospedale a Sassuolo alle ore 23.56 del 31 dicembre, si tratta di Melissa, pesa 2 chili e 330 grammi ed è di nazionalità italiana. Poco prima a Mirandola (ore 21.18) mamma Elisa ha dato alla luce, con parto spontaneo, Asia una bimba di 3 chili. 

Al Policlinico sono nati finora 8 bambini. Con 3mila parti, nel corso dell’ultimo anno, il Policlinico di Modena si conferma primo punto nascita della provincia. Non sono state ancora registrate nuove nascite in ospedale a Sassuolo e a Pavullo dove l’ultima nata è Erica venuta al mondo alle ore 07.56 del 31 dicembre.

"Nel primo semestre 2013  – ha sottolineato il dottor Paolo Accorsi, Direttore del Dipartimento di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria dell’Azienda Usl di Modena – la natalità regionale è diminuita del 5.6% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (circa 750 nati in meno). In provincia di Modena, nello stesso periodo, la natalità è diminuita invece dell’8% circa. E’ facile inquadrare il calo modenese nel più ampio contesto della diminuzione complessiva delle natalità, con una quota aggiuntiva ancora certamente attribuibile al terremoto.
Entrando nel merito dell’attività dei diversi punti nascita della provincia, va registrato, nel primo semestre 2013, sia a Carpi che Mirandola un calo della natalità come effetto diretto del grave disagio vissuto dai residenti nei mesi del post-terremoto. Confermata, invece, l’attività di Pavullo, solo in lieve calo rispetto all’anno precedente, quando il punto nascita della montagna aveva accolto molte mamme provenienti dall’area Nord. Da sottolineare la riduzione dell’incidenza dei parti cesarei, frutto dell’impegno di ostetriche e medici. Il punto nascita di Sassuolo mantiene i suoi numeri abituali, dopo l’exploit 2012, anch’esso motivato dall’accoglienza offerta alle mamme dell’Area Nord della provincia.
Mirandola ha ripreso l’attività a fine 2012, dopo 7 mesi di chiusura. L’attività nel 2013 è andata crescendo nella seconda metà dell’anno, arrivando a valori mensili equiparabili all’attività del 2011 (ovvero del pre-sisma). Da sottolineare il costante calo del ricorso al parto cesareo anche al Santa Maria Bianca. Al Ramazzini di Carpi, dopo la fisiologica riduzione della primavera, è stata registrata un’importante ripresa nella seconda metà dell’anno, arrivando a un totale di parti solo di poco inferiore al 2011, ma con un’attività nel secondo semestre addirittura superiore a quella del pre-sisma. Da registrare che sempre su Carpi, una mamma su tre è nata in un paese straniero (percentuale in lieve aumento rispetto al 2011) e che, tra le partorienti italiane, più della metà risiedono fuori dal distretto (52.6%) e un’italiana su quatto abita fuori provincia. I dati confermano la forte capacità di “attrazione” esercitata dalla sala parto di Carpi. Dall’inizio dell’offerta dell’epidurale a Carpi, da maggio 2013, hanno usufruito del servizio 63 donne".

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