Una luminosa idea

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E’ possibile immaginare qualcosa di più contemporaneo del binomio bellezza e rispetto per l’ambiente? Probabilmente no, e infatti a Soliera c’è chi ha avuto la ‘luminosa’ idea di unire la passione per il design all’attenzione per il riciclo: si tratta di Luca Bignardi e Chiara Ganzerla, i due giovani carpigiani – rispettivamente architetto e interior designer – hanno creato Bigdesign, studio di design e architettura d’interni con una sensibilità e un’attenzione particolari all’aspetto dell’illuminazione. “Bigdesign – spiega Luca – nasce dalla voglia di offrire un design per tutti, semplice e ideato a partire dalla filosofia del riutilizzo. L’intento è quello di dare agli oggetti una seconda vita. Il più delle volte cerchiamo di prendere un oggetto ed estraniarlo dal suo utilizzo o contesto classici”. Il motto del duo è Think big, think outside the box (pensa in grande, pensa al di fuori degli schemi) e il loro più grande e, va detto, ambizioso desiderio, è quello di cambiare il punto di vista, nel design come nell’architettura. Ma pare proprio che non temano le sfide. Dopo una laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 2007, Luca si è indirizzato verso il light design. “Ho sempre amato moltissimo disegnare e, sin da piccolo, il mio unico obiettivo lavorativo era quello di diventare architetto. Una volta laureato, però, la mia passione si è indirizzata su un ramo ben preciso, il design, in ogni sua forma e rappresentazione. La passione per la luce e i cambiamenti che questa è in grado di produrre in ambienti neutri e amorfi mi ha spinto ad addentrarmi sempre più in questo mondo affascinante e complesso”. Bigdesign è nato nel 2012, con la realizzazione dei primi prototipi di lampade assemblate in casa: col tempo, la passione e la pratica si sono realizzati poi prodotti sempre migliori, esposti nell’ambito di MantovaCreativa, per poi veder nascere progetti di interni, come ristrutturazioni di appartamenti, un centro estetico a Cavezzo e l’allestimento temporaneo del primo showroom, in occasione della fiera patronale a Soliera. Ma chi pensa che Luca sia monotematico si sbaglia di grosso: “un designer dev’essere curioso, interessato all’arte, all’architettura, alla scienza, alla musica, al cinema, alla moda, perché l’ispirazione è ovunque. Il design è l’unione perfetta di tutte queste discipline”. L’unico ostacolo è rappresentato, a volte, da ciò che il professionista esige da se stesso: “il problema del progettista è che vede in ogni cosa ciò che non funziona e vuole sempre fare meglio. E’ una caratteristica innata, ma è un processo infinito e molto frustrante”. Oggi il mondo del design affronta, come molti altri settori, una situazione generale economicamente molto difficile: “abbiamo tutto, non siamo più negli Anni ’60, quando si doveva inventare una società moderna. Ciononostante, il design non ha smesso di progettare per la società contemporanea, e si è adattato a un nuovo tipo di pubblico, che vive la crisi economica ma vuol essere ancora stimolato ed emozionato con oggetti nuovi, derivati da una reinterpretazione del vecchio. Emergere, per un giovane designer è difficile, ma vale la pena provarci. Occorre mettere tanta energia in quello che si fa, senza risparmiarsi e ma senza mai abbassare le antenne sul mondo circostante. Come disse il maestro Castiglioni, Se non siete curiosi, lasciate perdere”.
Marcello Marchesini

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