Centinaia di lettere inutili

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“Premetto che sono di sinistra” sottolinea la signora che al telefono si presenta con nome, cognome e tanta coscienza civica. Abita nella zona di via Belgrado, la vecchia area Peep di Carpi e ha riscattato il suo appartamento nel 2003. “Nonostante io ne sia diventata proprietaria , ho ricevuto alcuni giorni fa la lettera del Comune di Carpi che mi proponeva il riscatto dell’appartamento. E’ successo anche ad altri condomini e mi sono chiesta se poteva essere evitato tale spreco. Io capisco che l’amministrazione intenda far cassa proponendo agli inquilini l’acquisto degli appartamenti e tanti ne hanno approfittato per diventare proprietari sciogliendo il vincolo; ma che senso ha spedire a tappeto centinaia di lettere, tra l’altro non siglate dal dirigente responsabile, anche a chi non ha bisogno?”.
L’intraprendente carpigiana ha telefonato in Comune per chiedere spiegazioni e, quando ha scoperto che il servizio di spedizione delle lettere è stato appaltato a un’agenzia di Bologna, si è permessa di definire il servizio “di schifo”. “Il Comune è costretto a fare tagli alle spese di canile, scuole, mense non si può permettere di sprecare soldi e tanta carta!”.
Essendo 500 i cittadini che hanno provveduto a riscattare l’abitazione in convenzione e 100 le aziende, possiamo presumere che almeno 600 lettere con tanto di spiegazioni e moduli siano state inviate inutilmente.
La prima campagna riscatti Peep risale al 2002 quando ancora era sindaco Demos Malavasi; sotto Enrico Campedelli quella dei primi di giugno del 2010 è già la seconda proposta per dare agli inquilini la massima libertà di azione sulla vendita o l’affitto a prezzi di libero mercato, senza essere soggetti ai limiti imposti dalla normativa dei Piani di edilizia Peep.
L’agenzia di Bologna a cui è stato appaltato il servizio prende il 7% di riscatto, a cui vanno aggiunti 4.500 euro all’anno per garantire la presenza di un operatore tutti i sabato mattina negli uffici comunali per dare informazioni e seguire le pratiche.
Per la spedizione delle lettere non esiste un indirizzario aggiornato e non si capisce se ad aggiornarlo debba provvedere il Comune di Carpi o l’agenzia di Bologna. La segnalazione della signora sicuramente solleciterà chi di dovere a risolvere il problema. Ce ne fossero di carpigiani come lei…

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