“Accogliere è un dovere ma gli enti locali non possono essere lasciati soli”

Nel giorno in cui il Paese ha festeggiato i 78 anni della liberazione dal nazifascismo, la nave Humanity 1 ha attraccato al porto di Ravenna con il suo carico di 69 persone, tra cui parecchi minori non accompagnati. La maggior parte arriva dal Sudan, sull’orlo di un guerra civile. “Capisco l’imbarazzo, in questo Governo ci sono alcuni esponenti che per anni hanno detto “porti chiusi”, “prima gli italiani”, “è finita la pacchia” e ora si trovano a dover spiegare come, nonostante il loro arrivo al Governo, gli sbarchi che a loro dire si sarebbero fermati, stanno quadruplicando ogni giorno”, ha commentato il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

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Nel giorno in cui il Paese ha festeggiato i 78 anni della liberazione dal nazifascismo, la nave Humanity 1 ha attraccato al porto di Ravenna con il suo carico di 69 persone, tra cui parecchi minori non accompagnati. La maggior parte arriva dal Sudan, sull’orlo di un guerra civile.  “Lo sbarco del 25 aprile – ha commentato il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini – è avvenuto con successo perché la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione.  È il terzo in poche settimane. Abbiamo detto al Governo che ogni volta che chiederanno una mano noi saremo pronti, perché umanità e solidarietà non le diamo a corrente alternata a seconda del colore politico del Governo che ce lo chiede. Lo sentiamo come un dovere, così come quello di accogliere e, se possibile, in futuro, integrare. Ciò che non va proprio è che mancano un complessivo piano sbarchi e una gestione strutturata del fenomeno migratorio degni di questo nome”.

Il presidente Bonaccini ribadisce poi come non abbia firmato l’accordo col Governo sullo stato di emergenza nazionale, al pari di alcuni colleghi: “ci è stato presentato in via telematica senza nemmeno chiamarci a un confronto come succedeva in passato e ci è stato chiesto di firmare sì o no in poche ore. Noi siamo pronti a dare una mano ma vedo una grande  improvvisazione. Capisco l’imbarazzo, in questo Governo ci sono alcuni esponenti che per anni hanno detto “porti chiusi”, “prima gli italiani”, “è finita la pacchia” e ora si trovano a dover spiegare come, nonostante il loro arrivo al Governo, gli sbarchi che a loro dire si sarebbero fermati, stanno quadruplicando ogni giorno”.

Dal canto suo l’assessore alle Politiche per l’immigrazione, Igor Taruffi, ha sottolineato come sarebbe auspicabile “che il Governo collaborasse con le istituzioni locali per gestire con una visione sensata e praticabile quella che è stata dichiarata una emergenza nazionale, anziché costringere le navi a risalire l’intera penisola o comunque a dirigersi verso porti lontani. Così gli enti locali non possono essere lasciati soli, va quindi rafforzato il sistema dell’accoglienza diffusa”.

Jessica Bianchi