Sperimentazione e ricerca nell’ambito dell’economia circolare sono di casa a Petermar

“Un avamposto di futuro” così il sindaco Alberto Bellelli ha definito il Petermar, il Parco eco tecnologico per il recupero di materia ed energia dai rifiuti che, dopo numerose vicissitudini e ben quindici anni di gestazione, vede finalmente la luce. Uno spazio, quello di via Remesina esterna, a Fossoli, che viene oggi affidato al Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’ateneo di Modena e Reggio, affinché diventi un vero e proprio centro di ricerca e innovazione.

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“Un avamposto di futuro” così il sindaco Alberto Bellelli ha definito il Petermar, il Parco eco tecnologico per il recupero di materia ed energia dai rifiuti che, dopo numerose vicissitudini e ben quindici anni di gestazione, vede finalmente la luce. Uno spazio, quello di via Remesina esterna, a Fossoli, che viene oggi affidato al Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’ateneo di Modena e Reggio, affinché diventi un vero e proprio centro di ricerca e innovazione. “Un luogo in cui fare sperimentazione nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità”, ha sottolineato la direttrice del Dipartimento di Scienze della Vita di Unimore, Lorena Rebecchi, capace di “coinvolgere le attività e le aziende operanti nel territorio”, ha aggiunto il direttore di Ingegneria, Massimo Borghi.

Tra queste mura, “cresceranno sapere e conoscenza e, allo stesso tempo, verranno valorizzati i nostri talenti. Tenerci stretti i nostri ricercatori è fondamentale” ha più volte ribadito l’assessore regionale a Economia verde ed energia dai rifiuti, Vincenzo Colla. “Siamo dentro a una transizione ineluttabile che procede a una velocità  senza precedenti. Per stare al passo la formazione e il saper fare ricoprono un ruolo centrale. Quando si fa sistema si scalano le rocce – conclude Colla – e il Petermar ne è una dimostrazione”.

Giulio Allesina, professore associato di Fisica tecnica industriale del Dipartimento di Ingegneria di Modena

Ma quali attività ospiterà concretamente? A spiegarlo è Giulio Allesina, professore associato di Fisica tecnica industriale del Dipartimento di Ingegneria di Modena: “il nostro gruppo di ricerca da sempre costruisce sistemi per la conversione energetica di scarti industriali come le potature dei vigneti ad esempio. Ad oggi sono pochi coloro che le conferiscono poiché la maggior parte degli agricoltori le bruciano in campo; ciò si traduce in energia sprecata da un lato ed emissioni terrificanti in atmosfera. Nel tempo – spiega – abbiamo studiato delle macchine in grado di convertire in energia elettrica questi scarti. Se pensiamo poi alla conduzione in regime biologico dei vigneti, abbiamo messo a punto dei sistemi di diserbo termico, alimentato dagli stessi scarti del campo, per evitare l’impiego di quelli chimici”. Un altro ambito su cui il gruppo si concentrerà è quello dei sistemi di compostaggio innovativo sempre sfruttando gli scarti: “un compost di altissima qualità, stiamo conducendo in particolare degli studi sulla canapa e altre colture dedicate, che quando viene rimesso in campo ne aumenta la produttività e la resistenza agli stress idrici”. Petermar dunque ospiterà  macchine per la conversione energetica, impianti di compostaggio sperimentale, campi su cui fare colture dedicate o, semplicemente, aggiunge il professor Allesina, “prati stabili per dimostrarne la capacità di sequestrare carbonio dall’atmosfera”.

Questo però è solo l’inizio, “ora che abbiamo questo spazio potremo far nascere numerose collaborazioni. Siamo davvero entusiasti”, ha concluso.

Jessica Bianchi