Il fascino dei polpi spiegato da Giulia Bergamini

La biologa novese Giulia Bergamini da alcuni mesi è impegnata in un post dottorato di ricerca presso la stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, dove sta scoprendo le incredibili doti dei polpi: “sono degli animali incredibilmente intelligenti e pieni di risorse, hanno una visuale complessiva di quasi 360°, e possono cambiare colore e creare delle escrescenze per mimetizzarsi, con 500 milioni di neuroni per la maggior parte localizzati nelle braccia, e con la capacità di apprendere attraverso l'osservazione, ma c'è ancora tanto da scoprire su di loro”.

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“I polpi ci insegnano che non dobbiamo mai sottovalutare le capacità di animali che sono evolutivamente molto distanti da noi. Dietro agli invertebrati marini si nascondono una varietà di abilità interessanti da cui possiamo imparare tante cose”, racconta Giulia Bergamini, 29 anni di Novi, dottoressa in Biologia Sperimentale con un dottorato in Biologia traslazionale e applicata. Giulia è impegnata in un post dottorato di ricerca sulla plasticità neurale e la capacità rigenerativa del polpo, nel laboratorio del Dottor Graziano Fiorito, Primo Ricercatore del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione Organismi Marini, e pioniere dello studio del polpo, presso la stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinta a intraprendere questo percorso di ricerca?

“Ho sempre studiato la rigenerazione di organi sensoriali, prima sulle piccole meduse e poi sulle chiocciole d’acqua dolce presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, negli Stati Uniti presso lo Stowers Institute for Medical Research e in Germania presso l’European Molecular Biology Laboratory (EMBL).  Volendo continuare a lavorare sugli invertebrati ho cercato un modello sperimentale simile. Il polpo è un modello particolare e sorprendente. Quando pensiamo ai molluschi, come le cozze e le vongole, solitamente immaginiamo organismi relativamente semplici. Il polpo è l’unico mollusco che, nel corso degli anni, si è evoluto in maniera così straordinaria. Ha perso la conchiglia ma ha conquistato una serie di caratteristiche e abilità”.

Puoi descriverci alcune di queste caratteristiche che rendono i polpi così speciali nel mondo degli invertebrati e, in generale, degli animali?

“Innanzitutto è l’unico animale dotato di tre cuori: due brachiali che fanno circolare il sangue nelle branchie e un altro che fa circolare il sangue nel resto del corpo. Poi possiede un sistema nervoso molto complesso, con oltre 500 milioni di neuroni che sono per lo più localizzati nelle sue otto braccia, con le quali il polpo riesce a fare tantissime cose tra cui aprire scatole e svitare tappi. Inoltre, è l’unico invertebrato capace di apprendere attraverso l’osservazione del comportamento dei suoi simili.

E ancora, è capace di mutare colore e anche di far comparire delle escrescenze sul corpo per mimetizzarsi, e ha una visuale a 360° per catturare le sue prede o per sfuggire ai predatori. Nonostante abbia questo pannello di comportamenti così complessi, il polpo mantiene inalterata la possibilità di rigenerare i suoi tessuti, in particolare i nervi e le braccia. E’ da 160 anni che si studiano i cefalopodi, e il centro zoologico di Napoli è un polo d’eccellenza per questo settore e, più la ricerca prosegue, più ci accorgiamo di quanto c’è ancora da scoprire e approfondire sui polpi”. 

Chiara Sorrentino