Bagni pubblici chiusi, è tutto in mano al liquidatore fallimentare

Per ovviare al disagio della chiusura dei bagni pubblici di Palazzo Pio, la Cooperativa Edile Artigiana di Parma aveva collocato in Piazzale Re Astolfo dei bagni sostitutivi provvisori, accessibili negli stessi orari di quelli del Cortile (ore 8-19) ma ora pure quelli sono chiusi poiché, prosegue il primo cittadino, “rientrano nel fallimento della ditta e pertanto fino a quando il liquidatore fallimentare non ci dirà cosa fare, abbiamo le mani legate”.

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“Può una città di 73mila abitanti avere dei bagni pubblici in queste condizioni?”. A chiederselo è una nostra lettrice che lamenta la chiusura dei bagni del Cortile d’onore di Palazzo Pio e pure di quelli provvisori installati in Piazzale Re Astolfo. 

L’accesso ai bagni pubblici è stato interdetto dal 14 febbraio scorso per interventi previsti nel cantiere di restauro del Castello ma, spiega il sindaco Alberto Bellelli, “il fallimento dell’impresa (la Cooperativa Edile Artigiana di Parma) affidataria dei lavori di ripristino dei danni dovuti al sisma sul Palazzo, ivi compresi i volti dei bagni, ha comportato la sospensione di tutte le opere. Per questi motivi le aree di cantiere restano tutte inagibili, bagni pubblici compresi”.

Per ovviare al disagio della chiusura, la Cooperativa Edile Artigiana di Parma aveva collocato in Piazzale Re Astolfo dei bagni sostitutivi provvisori, accessibili negli stessi orari di quelli del Cortile (ore 8-19) ma ora pure quelli sono chiusi poiché, prosegue il primo cittadino, “rientrano nel fallimento della ditta e pertanto fino a quando il liquidatore fallimentare non ci dirà cosa fare, abbiamo le mani legate”.

Nel frattempo l’Amministrazione sta predisponendo il necessario per la procedura di gara con cui affidare a una nuova impresa le lavorazioni ancora da ultimare.