Il Csi Nuoto rischia di scomparire dopo 30 anni di attività ininterrotta

Rimasto a bocca asciutta, dopo trent’anni di ininterrotta attività, dopo lo sfratto notificato al gestore della palestra Omnia, per il Csi Nuoto si annuncia un futuro a dir poco complesso. Il rischio che si profila all’orizzonte infatti è quello di scomparire, di fatto fagocitato da Coopernuoto.

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Rimasto a bocca asciutta, dopo trent’anni di ininterrotta attività, dopo lo sfratto notificato al gestore della palestra Omnia, per il Csi Nuoto si annuncia un futuro a dir poco complesso. Il rischio che si profila all’orizzonte infatti è quello di scomparire, di fatto fagocitato da Coopernuoto.

L’ipotesi più accreditata è che sia la Piscina Comunale – e chi altro sennò dal momento che a Carpi di acqua non ce n’è altra – a farsi carico dei bimbi disabili del Csi, una notizia che sarebbe certamente ben accolta dalle famiglie, malgrado un esborso economico probabilmente maggiore, ma non per l’associazione già “sfrattata” una volta dall’impianto natatorio quando il comune ne affidò la gestione a Coopernuoto. 

Tutti coloro che seguivano i corsi di nuoto di Csi se vorranno continuare a dedicarsi a questa attività sportiva, non avendo altre alternative, saranno costretti a optare per la Comunale. Non c’è più acqua disponibile a Carpi per il Csi: questo ne decreterà la fine? 

Ma cosa sta facendo di concreto l’Amministrazione per salvaguardare il patrimonio umano, l’esperienza accumulata e le competenze degli istruttori di Csi Nuoto? A parlare è l’assessore allo Sport Andrea Artioli: “Al momento il Comune non sta partecipando a questa partita, In campo ci sono due soggetti che stanno cercando – e concordando – una soluzione. Certo noi non vorremmo mai veder cessare il ramo d’attività di una società sportiva ma non possiamo entrare in un accordo tra privati. L’impianto natatorio è comunale, appartiene alla comunità, e la gestione affidata a Coopernuoto è regolata da una convezione, l’auspicio è che venga individuata una soluzione. Già una volta il Csi ha trovato in modo autonomo il modo per proseguire la propria attività rivolgendosi alla struttura di via Eraclito”.

Qualunque sia la toppa, lo strappo resta e il futuro di Csi appare più incerto che mai.

Jessica Bianchi