I cortili si vestono di… bidoni

A far discutere non è tanto la modalità di conferimento, d’altronde siamo allenati a separare l’immondizia e a posizionarla nel giorno corretto fuori dal cancello (correva l’anno 2005 quando il nostro Comune adottò, tra i primi in Regione, la raccolta door to door), bensì la convivenza forzata con una quantità alquanto rilevante di bidoni peraltro di non trascurabili dimensioni.

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Dimenticate i vasi di fiori, d’ora in poi a campeggiare nei cortili di case e condomini saranno lunghe distese di bidoni e bidoncini dal momento che oltre a organico, carta e indifferenziato anche lattine e plastica saranno raccolte casa per casa da Aimag.

Il conto alla rovescia è terminato, anche a Carpi la temuta raccolta domiciliare integrale dei rifiuti è decollata nella zona nord e nelle frazioni. Il cerchio si chiuderà entro la fine dell’anno quando il servizio verrà esteso all’intera città ma i primi mal di pancia non si sono fatti attendere.

A far discutere non è tanto la modalità di conferimento, d’altronde siamo allenati a separare l’immondizia e a posizionarla nel giorno corretto fuori dal cancello (correva l’anno 2005 quando il nostro Comune adottò, tra i primi in Regione, la raccolta door to door), bensì la convivenza forzata con una quantità alquanto rilevante di bidoni peraltro di non trascurabili dimensioni. 

E se è pienamente condivisibile l’obiettivo di conferire la minor quantità possibile di rifiuti in discarica e di avviarne al contempo la maggior parte a riciclo è pur vero che tante famiglie saranno costrette a riconvertire balconi e aree cortilive a veri e propri depositi per il pattume. E per chi spazio non ne ha, pensiamo ad esempio ai numerosi mini appartamenti del centro, la vita si farà decisamente dura e probabilmente non particolarmente profumata.

Forse almeno nel cuore della città si sarebbe potuta adottare una soluzione differente, come quella di Mantova, dove presso i cosiddetti Citybin possono essere conferiti i rifiuti organici, così come gli imballaggi in plastica, vetro e lattine: basta premere il pulsante del cassonetto scelto, avvicinare la propria tessera al sensore e inserire i rifiuti una volta aperto lo sportello. 

Il porta a porta integrale si è reso necessario per migliorare le frazioni raccolte – e aumentare così la percentuale di raccolta differenziata procapite – poiché i furbetti del pattumino nei cassonetti gialli della plastica e nelle campane verdi del vetro gettavano qualunque cosa. Presto però i bidoni stradali faranno la loro definitiva scomparsa e a quel punto, secondo amministrazione e municipalizzata, anche gli abbandonatori seriali saranno costretti a mettersi una mano sul cuore e a iniziare a differenziare. Un ottimismo che, francamente, riteniamo quantomeno ingenuo. Fino a quando il sistema non entrerà a regime infatti, gli incivili potranno comodamente caricare in auto la propria immondizia e infilarla nel primo cassonetto ancora disponibile dopodiché il nostro timore è che a riempirsi di pattume saranno i fossati intorno alla città. 

Jessica Bianchi