Si scrive Giovanni Pini ma il suo soprannome ormai è Mister Promozioni

Carpigiano, classe 1992, alto due metri, Pini ha saputo per meriti personali costruirsi un curriculum di tutto rispetto.

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Si scrive Giovanni Pini, ma ormai è conosciuto con il soprannome di “mister Promozioni”. Carpigiano, classe 1992, alto due metri, Pini ha saputo per meriti personali costruirsi un curriculum di tutto rispetto. Partito da Carpi, nel florido vivaio della Nazareno Basket – società nella quale hanno militato anche i fratelli Alessandro (’90) ed Emanuele (’95) – a soli 17 anni, nella stagione 2010/11, il cestista carpigiano fa il suo esordio in prima squadra nella Grissin Bon Reggio Emilia, ai tempi in A2. Un ciclo lungo e vincente, quello vissuto con la Reggiana ai tempi allenata da Max Menetti, contraddistinto dalla prima delle tre personali promozioni in Serie A1 e culminato con la vittoria della Eurochallenge Cup e una spettacolare finale scudetto persa contro la Sassari dei terribili cugini Diener a Gara 7. Nella stagione 2015-16, il cestista carpigiano dimostra grande tenuta e maturità disputando una stagione da protagonista alla Scandone Avellino: con un guru della palla a spicchi italiana come Pino Sacripanti è “amore a prima vista” e gli irpini chiudono il campionato come assoluta rivelazione del torneo, cedendo ai play off, solamente in semifinale a Gara 7, proprio contro la Reggiana. La Scaligera Verona è nel destino del centro carpigiano: la Famiglia Pedrollo, armata dalla voglia di riportare ai vertici la “scaligera”, lo chiama ritagliandogli un ruolo da assoluto leader. Pini risponde presente e, nonostante non arrivi la tanto agognata promozione nella massima Serie, le sue prestazioni convincono la blasonata Fortitudo Bologna a fare “all-in” su di lui. Con la “effe” Pini dimostra di aver completato definitivamente il percorso di maturazione, ritagliandosi un ruolo da leader in campo – e di idolo per la “Fossa” – trascinando l’aquila in Serie A1. Dopo la breve esperienza a Roma (A1), Pini ha un debito: portare nella massima serie l’unica franchigia con la quale non aveva vinto l’A2. Il ritorno a Verona lo erge a “specialista” assoluto nel riportare grandi piazze nei palcoscenici che contano. All’ombra dell’Arena Pini ritrova un altro protagonista e amico di mille battaglie: il veterano Guido Rosselli. I due formano l’asse portante di un gruppo che, consolidato nelle scorse due stagioni dal Ds Alessandro Frosini ed esaltato dall’arrivo del “martello” Alessandro Ramagli in panchina, nella stagione 2021-2022, nonostante i 3 punti di penalizzazione, frantuma ogni record e si presenta alla finalissima, dopo due combattuti turni eliminatori di play off risolti a solo a Gara 5, facendo esplodere una piazza che ritrova la massima serie dopo 20 anni esatti.