Un gelato ‘sospeso’ per le mamme e i bambini dell’Ucraina

Alla gelateria Papavero di Correggio un avviso in vetrina annuncia che per le mamme e i bambini ucraini c'è un cono offerto dalla gelateria che li aspetta. Un gesto di generosità per donare un sorriso a chi, a causa della guerra, lo ha perso.

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Claudio Turci e Cristian Francia

L’idea ha preso il via dal gesto generoso di un cliente della gelateria Papavero in corso G. Mazzini n°7/A a Correggio per le mamme e i bambini ucraini in fuga dalla guerra. Un cono gelato gratis per donare un sorriso a chi, a causa della guerra nel suo Paese, lo ha perso. 

“Circa due settimane fa un nostro cliente ha lasciato pagati 100 euro di coni gelato per i bambini e le mamme ucraine che sono ospitati qui a Correggio e dintorni. Una sorta di gelato ‘sospeso’  – racconta Claudio Turci, titolare della gelateria Papavero – per dare loro un dolce conforto in questo periodo di crisi umanitaria. Con il passaparola in breve tempo sono venute tante persone e abbiamo venduto tutti i gelati che erano stati offerti dal cliente.  A quel punto abbiamo deciso di proseguire noi come gelateria l’iniziativa, continuando a offrire i gelati alle mamme e ai bambini ucraini”.

Non è l’unica opera solidale che Claudio Turci ha compiuto per aiutare chi è in fuga dalla guerra: “ho aiutato una famiglia ucraina a organizzare il viaggio per arrivare in Italia e a trovare un alloggio a Reggio Emilia. Non è stato facile riuscire a farli arrivare sin qui. Ho dovuto contattare un’associazione che si occupa di sostenere le famiglie con bambini che hanno la sindrome di Cri du chat. Una delle loro bambine ha purtroppo questa sindrome e ha bisogno di cure e assistenze specifiche. Avevo conosciuto la mamma alcuni anni fa quando abitava a San Martino in Rio. Poi era tornata in Ucraina dove si era sposata e aveva avuto due bambine di 6 e 4 anni. Ci vediamo spesso in questi giorni e, quando sono dovuti andare a Milano per una visita medica della bimba più piccola, io ho fatto per qualche ora il nonno alla bimba maggiore. L’ho fatto volentieri”, racconta mostrando le foto sul telefonino. 

Ne parla con disinvoltura e delicatezza Claudio Turci, come se fosse naturale offrire un aiuto a chi in questo momento sta vivendo il dramma della guerra, a cui molto spesso si aggiungono problemi familiari e di salute. Una delicatezza e una generosità disarmanti che non possono passare inosservati.

Chiara Sorrentino