I docenti del Vinci volano in Europa per migliorare l’offerta formativa della scuola

L’Itis Leonardo da Vinci di Carpi da anni vanta una lunga tradizione di progettazione in ambito europeo che grazie alla conquista dei fondi dell'Unione Europea, nell'ambito del progetto Erasmus+ per l’anno scolastico 2021-22, potrà ora rafforzarsi ancor di più.

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Il dirigente Marcello Miselli con le docenti della Commissione Progetti Europei. Sullo sfondo il logo del progetto realizzato dallo studente Samuel Giandinoto della 4B Informatica

L’Itis Leonardo da Vinci di Carpi da anni vanta una spiccata sensibilità europea, una lunga tradizione di progettazione in ambito europeo che grazie alla conquista dei fondi dell’Unione Europea, nell’ambito del progetto Erasmus+ per l’anno scolastico 2021-22, potrà ora rafforzarsi ancor di più. 

Il progetto L.I.F.E. – Learning Is Fun, Enjoy! presentato dalla Commissione Progetti Europei dell’istituto, composta dalle docenti Anna Carretta, Fabrizia Soprani e Tiziana Tibaldi, si è infatti aggiudicato un contributo di quasi 69mila euro. Fondi che andranno a finanziare 15 mobilità e coinvolgeranno 30 docenti di ruolo del Vinci. A partire da questo mese – e fino a maggio 2023 – i professori selezionati seguiranno corsi di formazione della durata di una settimana in Finlandia, Norvegia, Svezia, Irlanda, Islanda, Estonia, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Portogallo. 

Dopo aver analizzato punti di forza e criticità, la Commissione ha elaborato quattro macro obiettivi da raggiungere per qualificare ulteriormente la didattica e non solo: “incrementare il successo formativo e far diminuire la dispersione scolastica; aumentare le competenze CLIL, ovvero la trasmissione della propria materia in lingua inglese, dei docenti; favorire l’acquisizione di competenze di cittadinanza attiva ed europea e di sviluppo sostenibile e, infine, rendere le competenze digitali apprese anche durante la pandemia da staff e studenti maggiormente strutturate”, spiega la professoressa Anna Carretta. 

Sulla base degli obiettivi individuati, la commissione ha poi cercato i corsi più consoni, in grado di fornire strumenti utili “per migliorare l’offerta formativa e attivare in futuro la mobilità degli studenti e forme di collaborazione con scuole di altri Paesi, creando così una proficua nuova rete di contatti” affermano le insegnanti referenti. Perchè dopo i docenti, a dover assolutamente “tornare a viaggiare”, proseguono le insegnanti, sono proprio i ragazzi.

Partecipare a esperienze di questo tipo, conclude Carretta, “è un modo per scambiarsi idee e buone pratiche. I partecipanti rientrano con un rinnovato entusiasmo per la propria professione, desiderosi di sperimentarsi e dare il meglio di sé nel restituire alla scuola quanto appreso. Gli effetti positivi non ricadono quindi solo sul singolo, bensì sull’intero istituto, rafforzando la sua identità internazionale e creando un senso di appartenenza europea”.

Jessica Bianchi