Un altro albero è stato ‘vestito’ davanti al condominio della solidarietà di viale Peruzzi

Allenare: questo il primo termine dell’anno per la prosecuzione dello Yarn Bombing della Casa del Volontariato.

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Siamo capaci di fare squadra, con tutto ciò che questo comporta?

È a partire da questa domanda che continuano, anche nel 2022, le azioni di Yarn bombing promosse dalla Fondazione Casa del Volontariato per promuovere il Museo della Felicità: c’è un nuovo albero colorato dalle installazioni di tessuto in viale Peruzzi.

Dopo Gioire e Tessere – l’azione su cui si vuole richiamare l’attenzione della comunità è Allenare, intesa come la capacità, da parte di ognuno, di essere parte e far parte, di entrare in relazione e fare squadra. Essere proattivo e responsabile dell’insieme richiede ascolto, dialogo, curiosità, consapevolezza e, soprattutto, la pratica quotidiana di scambi sociali complessi.

Tramite il QR Code posto sull’albero, sarà possibile partecipare alla nuova ‘chiamata all’azione’ della Fondazione: fotografare lo ‘scambio del cinque’ con la propria ‘squadra’ – intesa in senso lato: si può infatti fare squadra anche in senso extra sportivo, con un gruppo di amici, colleghi, vicini, compagni di attività e di volontariato – postarla sui propri social e inviarla ai contatti indicati, per raccontare la propria modalità di riempire di contenuti il verbo ‘allenare’.

“Con questa nuova azione performativa urbana – spiega il presidente della Fondazione Casa del Volontariato, Nicola Marino – intendiamo mantenere viva l’attenzione sul progetto del Museo della Felicità, che tanta eco ha avuto a dicembre sui media anche nazionali. 

Il Museo, così come noi lo intendiamo, non è semplicemente un insieme di foto e testi, ma uno strumento per stimolare una riflessione collettiva. E proprio sul piano collettivo vogliamo ora spostare l’attenzione, dopo il racconto di tante felicità personali e private. Per farlo, abbiamo scelto un verbo che presuppone per forza di cose il dialogo e il rapporto con gli altri. In quanto comunità, siamo capaci di allenarci a un rapporto con gli altri che non sia mera interazione ma un autentico scambio?”.