Sul sagrato della Cattedrale torna il presepe di Romano Cornia

“Un pezzo unico - spiega Romano - che fa parte del tronco di un platano di quasi cento anni. Un albero dalla doppia vita poiché, estirpato per far posto al bunker della Radioterapia dell’Ospedale di Carpi ha consentito a decine e decine di malati di avere una nuova speranza di vita e, allo stesso tempo, oggi, trasformato in presepe, è il simbolo della rinascita per antonomasia”.

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Da oltre quindici anni si “mette in gioco” creando dei veri e propri capolavori. Tra le sapienti mani del carpigiano Romano Cornia, infatti, nascono presepi di rara bellezza. E’ suo quello che da alcuni giorni è spuntato sul sagrato della Cattedrale. “Un pezzo unico – spiega Romano – che fa parte del tronco di un platano di quasi cento anni. Un albero dalla doppia vita poiché, estirpato per far posto al bunker della Radioterapia dell’Ospedale di Carpi ha consentito a decine e decine di malati di avere una nuova speranza di vita e, allo stesso tempo, oggi, trasformato in presepe, è il simbolo della rinascita per antonomasia”.

Il bellissimo presepe potrà essere ammirato da grandi e piccini fino all’Epifania e poi, conclude Romano “dovrà trovare una nuova casa che lo ospiti, seppur momentaneamente, poiché dopo la tromba d’aria che ha colpito Fossoli, ha perso la sua”. Membro degli Amici del presepe di Carpi, Romano non vede l’ora di poter organizzare nuovamente una grande mostra, “non appena la pandemia ce lo consentirà” per regalare così un sorriso alle famiglie desiderose di condividere i valori più autentici del Natale. 

J.B.