La sanità non si tocca: no ai ridimensionamenti!

Oggi, 14 dicembre, i sindacati Fp Cgil e Uil Fpl hanno promosso una mobilitazione regionale per dire no al blocco delle assunzioni nella sanità pubblica deciso dalla Regione Emilia Romagna e che comporterà la mancata proroga dei contratti a tempo determinato e dei contratti interinali di infermieri, operatori socio-sanitari e amministrativi e per chiedere un aumento delle risorse per la sanità.

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Oggi, 14 dicembre, i sindacati Fp Cgil e Uil Fpl hanno promosso una mobilitazione regionale per dire no al blocco delle assunzioni nella sanità pubblica deciso dalla Regione Emilia Romagna e che comporterà la mancata proroga dei contratti a tempo determinato e dei contratti interinali di infermieri, operatori socio-sanitari e amministrativi e per chiedere un aumento delle risorse per la sanità.  A Modena la mobilitazione ha visto l’organizzazione di un presidio all’interno del Policlinico con la partecipazione di delegati e lavoratori delle aziende sanitarie modenesi. Fp Cgil e Uil Fpl, pur apprezzando lo sforzo e l’impegno della Regione sulle politiche assunzionali messo in campo nel 2020 e parte del 2021, ritengono grave l’indicazione data alle aziende sanitarie di bloccare in termini generali le assunzioni a seguito delle difficoltà legate al bilancio regionale. 

“I bisogni delle persone – commentano Alessandro De Nicola della Fp Cgil Modena e Nicola Maria Russo della Uil Fpl Modena e Reggio Emilia – non cessano all’improvviso e i servizi per funzionare hanno bisogno di professionisti che ci lavorino dentro. Nuovo potenziamento dei centri vaccinali, riapertura di nuovi reparti covid, potenziamento dell’assistenza domiciliare e recupero delle liste di attesa sono questioni che interessano tanto i cittadini quanto i lavoratori a cui dare risposte aumentando le dotazioni organiche e valorizzando i professionisti.

Per Ausl e Azienda ospedaliera universitaria di Modena, il blocco delle assunzioni significa arretrare di anni in termini di qualità dell’assistenza, già da settimane le aziende sanitarie stanno lasciando a casa decine di lavoratori interinali e a tempo determinato. Negli ospedali, nell’assistenza territoriale, nei punti vaccinali sono già tangibili le sofferenze dei professionisti in termini di aumento di stress e di sensibile peggioramento della qualità del servizio. Per questo riteniamo impensabile che oggi si blocchino le assunzioni e che si lascino a casa i lavoratori. Non accetteremo pertanto che nessun dipendente che abbia acquisito nel 2021 o che maturerà nel 2022 i requisiti per la stabilizzazione sia lasciato a casa e servono certezze adesso, aspettare il 18 gennaio come teorizza la Cisl Fp, ha lo stesso significato della frase Adda passà ‘a nuttata”.

Alla Regione i sindacati chiedono di “battere i pugni sul tavolo del Ministero della Salute e dell’Economia perché stanzi le risorse necessarie, non si può infatti accettare che la straordinaria situazione legata alla pandemia trovi risposta nel solo finanziamento ordinario da parte dello Stato. Occorre quindi modificare la Legge di Stabilità attualmente in discussione. Rivendichiamo il diritto alla salute e il benessere delle comunità come diritto universale delle persone e tuteliamo le lavoratrici ed i lavoratori per garantirlo”.