L’appello di Brambilla ai medici in pensione e al mondo del volontariato, “a gennaio avremo bisogno di voi”

Dose booster , “ci stiamo preparando per affrontare al meglio i primi mesi dell’anno e per accelerare il ritmo di somministrazione chiederemo al mondo del volontariato, della protezione civile e ai medici in pensione che già tanto hanno fatto di darci nuovamente una mano affinché non si verifichino intoppi o rallentamenti. Per arrivare preparati stiamo poi effettuando una ricognizione delle nostre strutture da adibire eventualmente a sedi vaccinali e riapriremo anche ulteriori Puv a partire da quello di San Felice”, spiega il direttore dell’Ausl, Brambilla.

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Sale in modo significativo il tasso di incidenza di nuovi casi accertati di positività al Covid: nel modenese si registrano infatti 109 infezioni ogni 100mila abitanti, tasso che sale a 250 ogni 100mila nella fascia di età tra i 6 e i 10 anni. Se l’incremento di nuovi casi interessa tutte le categorie di età è ancora tra i giovanissimi che il virus circola maggiormente come dimostrano i dati relativi al mondo della scuola con 36 focolai attivi e 23 classi in quarantena.

Impietosa anche la percentuale dei primi tamponi positivi a quota 5%, un dato più alto rispetto a quello della media nazionale.

Insomma, commenta Antonio Brambilla, direttore generale dell’Ausl di Modena, “si conferma il quadro generale ma con numeri più grandi”.

Anche l’andamento dei ricoveri è in lieve aumento rispetto alla stabilità delle scorse settimane: sono 46 i pazienti Covid ospedalizzati (di cui 10 ricoverati per altri motivi), di cui 39 in area medica, 2  in sub intensiva e 5 in terapia intensiva. “Ad oggi – prosegue il direttore – sono tutti al Policlinico di Modena ma in caso di necessità è pronto ad accogliere pazienti anche il Reparto Covid dell’Ospedale di Baggiovara. Tutti gli altri nosocomi della rete modenese sono invece puliti, compreso quello di Carpi”.

L’età media dei ricoverati è 63 anni, il 62,5% di loro ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 73% presenta pluripatologie.

A domicilio sono seguiti 2.569 casi, “numeri ben lontani da quelli delle precedenti ondate anche se con l’arrivo della stagione invernale la situazione tenderà certamente a peggiorare. Ad oggi comunque la percentuale di popolazione target, sopra i 12 anni, non suscettibile d’infezione è pari all’87,4%”, ammette Brambilla.

E intanto prosegue la somministrazione della dose booster: “la platea di persone che dovrà sottoporsi al richiamo nel 2021 sfiora quota 294mila. 190mila hanno già ricevuto l’appuntamento tramite sms e il 90% ha risposto positivamente all’appello. Un dato che ci conforta e ci rassicura circa il buon funzionamento della campagna. Ora ci stiamo preparando per affrontare al meglio i primi mesi dell’anno e per accelerare il ritmo di inoculazione chiederemo nuovamente al mondo del volontariato, alla Protezione Civile e ai medici in pensione che già tanto hanno fatto di darci nuovamente una mano affinché non si verifichino intoppi o rallentamenti. Per arrivare preparati stiamo poi effettuando una ricognizione delle nostre strutture da adibire eventualmente a sedi vaccinali e riapriremo anche ulteriori Puv a partire da quello di San Felice”, spiega il direttore dell’Ausl. (ndr – la disponibilità potrà essere offerta in maniera molto rapida, attraverso il form online alla pagina www.ausl.mo.it/volontari-covid dove si potrà reperire il bando e tutte le informazioni utili per il completamento della procedura). Sulle forniture di vaccini invece le consegne sono garantite e non si annunciano criticità.

Nonostante l’anticipazione della somministrazione della dose booster a cinque mesi dal completamento del ciclo primario, la sensazione di molti esperti è che rispetto all’attuale situazione pandemica siamo in ritardo di un mese. Come se stessimo rincorrendo il virus senza peraltro riuscirvi. Di altro avviso è invece il professor Andrea Cossarizza, immunologo e docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia: La decisione nasce dalla volontà di anticipare la protezione delle persone e di bloccare il virus in un contesto invernali nel quale notoriamente si tsracorre la maggior parte del tempo in spazi chiusi. Da cinque a sei mesi le cose poco cambiano, dubito se tale anticipazione fosse giunta prima sarebbe cambiato l’andamento epidemiologico”. Ora un altro capitolo sta per aprirsi e di certo farà discutere, ovvero la vaccinazione dei più piccini, “noi – spiega Silvana Borsari, direttrice sanitaria dell’Azienda Usl di Modena – ci organizzeremo con la Pediatria di comunità per chiamare i bimbi con il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta”. Ma questa, per ora, è un’altra storia.

Jessica Bianchi