La curva sale ma i contagi si registrano quasi tutti tra i giovanissimi

L’incremento più significativo di positività si registra tra i bimbi dai 4 ai 5 anni (i casi in questa fascia di età in una settimana sono passati da 8 a 75) e tra i 6 e i 10 anni, saliti da 202 a 310. A confermare “l’efficacia dei vaccini”, spiega il direttore generale dell'Azienda Usl di Modena, in termini di protettività dalle forme cliniche gravi dell’infezione da Covid è invece il trend dei ricoveri, “sostanzialmente stabile da settimane”.

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Crescono i numeri della pandemia nel modenese e a preoccupare sono soprattutto i contagi registrati tra i non vaccinati, in particolare tra i giovanissimi. L’incidenza di nuovi casi accertati è salita a 73 ogni 100mila abitanti così come è cresciuta la percentuale di positività sui primi tamponi, a quota 3,7%, ma l’incremento più significativo di positività si registra tra i bimbi dai 4 ai 5 anni (i casi in questa fascia di età in una settimana sono passati da 8 a 75) e tra i 6 e i 10 anni, saliti da 202 a 310. “Le classi in quarantena – spiega Antonio Brambilla, direttore generale dell’Azienda Usl di Modena – sono 16 e il numero di focolai attivi è pari a 36”. A confermare “l’efficacia dei vaccini”, prosegue Brambilla, in termini di protettività dalle forme cliniche gravi dell’infezione da Covid è invece il trend dei ricoveri, “sostanzialmente stabile da settimane”. All’11 novembre i pazienti ospedalizzati sono 27 di cui 23 in degenza ordinaria, 2 in subintensiva e 2 in terapia intensiva. Tali persone sono tutte ricoverate presso il Policlinico di Modena, ad oggi unico ospedale della provincia a farsi carico dei Covid positivi che necessitano di ricovero. La Medicina d’urgenza dell’Ospedale Ramazzini di Carpi invece è stata completamente sanificata e riaperta con 4 posti letti i quali verranno destinati, andamento epidemiologico permettendo, solo a pazienti no Covid. L’attenzione, aggiunge poi il professor Andrea Cossarizza, immunologo e docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia, “deve restare alta poiché il virus è ancora presente e circola, come era prevedibile, tra i non vaccinati e in quella piccola percentuale di persone che non ha risposto in modo adeguato al vaccino. I dati però parlano chiaro e sono incontrovertibili: i vaccinati che contraggono la malattia sviluppano forme di infezioni molto meno gravi rispetto a coloro che hanno scelto di non farlo”. 

Oggi nel modenese la percentuale di popolazione target, ovvero quella sopra i 12 anni, non suscettibile di infezione sfiora l’88%, “la copertura è buona – conclude Brambilla – ma la campagna vaccinale prosegue e, se e quando partiranno le somministrazioni dai 5 agli 11 anni, noi siamo pronti a riorganizzare i Puv”.

Jessica Bianchi