Indicatori in calo, Modena pregusta la Zona Bianca ma con prudenza

Sono scesi a 38 ogni 100mila abitanti i nuovi casi di positività al Covid nel modenese nei quindici giorni appena trascorsi e a 28 nel corso dell’ultima settimana, un dato che “profuma” di zona bianca dal momento che per rientrarvi tale indicatore deve essere inferiore a 50. Un “dato estremamente positivo - commenta Antonio Brambilla, direttore generale dell'Azienda Usl di Modena - a cui si somma quello relativo al tasso di positività dei tamponi effettuati, sceso all’1,8% del totale”.

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Sono scesi a 38 ogni 100mila abitanti i nuovi casi di positività al Covid nel modenese nei quindici giorni appena trascorsi e a 28 nel corso dell’ultima settimana, un dato che “profuma” di zona bianca dal momento che per rientrarvi tale indicatore deve essere inferiore a 50. Un “dato estremamente positivo – commenta Antonio Brambilla, direttore generale dell’Azienda Usl di Modena – a cui si somma quello relativo al tasso di positività dei tamponi effettuati, sceso al’1,8% del totale”. 

In tutte le fasce d’età si registra una netta diminuzione di nuovi casi, “eccezion fatta per la classe 11 – 13 anni che resta stabile ma non incrementa”, prosegue Brambilla. I distretti della provincia migliorano tutti a parte quelli di “Sassuolo e Modena che registrano qualche caso in più rispetto alla media e che per questo sono particolarmente attenzionati”. 

Le persone in isolamento domiciliare sono poco più di 1.300, “numeri assolutamente sotto controllo se pensiamo che nel corso della terza ondata abbiamo sfiorato quota 17mila”, aggiunge il direttore generale. E a fronte di un indice di trasmissibilità Rt sceso a 0,6 anche le ospedalizzazioni hanno finalmente conosciuto una forte battuta d’arresto così come i decessi. Ad oggi (3 giugno) sono 75 le persone positive ricoverate negli ospedali della rete modenese, di cui 52 in area medica, 7 in subintensiva e 16 in regime di Terapia intensiva. “Numeri – assicura Brambilla – che ci consentono di rimodulare l’attività ospedaliera e di recuperare sul fronte delle prestazioni ordinarie. La comunità modenese si sta comportando bene ma occorre continuare a essere prudenti”.

Sul fronte della campagna vaccinale, nel modenese sono state inoculate oltre 411mila dosi, di cui 140mila seconde e al 27 maggio (ultimo dato disponibile), il 49% della popolazione residente in provincia risulta non più suscettibile di infezione.

“Al momento – conclude il direttore generale – non abbiamo dei segnali di incremento importanti sul fronte delle forniture come dichiarato a livello nazionale. I numeri sono più o meno stabili e, anzi, a metà giugno si ridurranno. Mi auguro che dalla seconda metà del mese potremo contare sulle forniture promesse. Da domani i medici di Medicina Generale inizieranno a vaccinare i 50 -54enni mentre il 7 giugno diventerà operativo anche l’Hub aziendale di Ferrari in grado di fare 500 somministrazioni quotidiane per cinque giorni alla settimana… Unendo le forze siamo in grado di compiere 8-10mila inoculazioni al giorno ma ci servono i vaccini. Solo così potremo arrivare al 70% di percentuale di popolazione non suscettibile”.

Jessica Bianchi