Sisma 2012 e ricostruzione privata a Novi: meno venti!

La ricostruzione privata è quasi giunta al termine a Novi di Modena, comune tra i più colpiti dal sisma del 2012. “Sono una ventina le istanze ancora aperte e tutte istruite mentre le situazioni più complesse sono ormai alle spalle”, commenta il sindaco Enrico Diacci.

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Il bellissimo murales realizzato a Novi da Ericailcane, poetico simbolo di rinascita

La ricostruzione privata è quasi giunta al termine a Novi di Modena, comune tra i più colpiti dal sisma del 2012. “Sono una ventina le istanze ancora aperte e tutte istruite mentre le situazioni più complesse sono ormai alle spalle”, commenta il sindaco Enrico Diacci. Le pratiche ancora pendenti e in attesa di contributo, dipendono da vari fattori perlopiù legati a complessità di natura privatistica, sanatorie complesse o pareri esterni non ancora pervenuti. L’Ufficio Ricostruzione ha comunque provveduto a istruire completamente le pratiche, in modo da essere operativo una volta sbloccata la situazione, continuando il lavoro di sostegno e supporto nei confronti dei proprietari e di sollecito in riferimento ai professionisti e agli enti esterni coinvolti. Nessuna situazione è quindi in attesa di essere istruita. Sono 795 le pratiche attive per un parziale di oltre 303 milioni erogati, di cui quasi 190 già liquidati alle aziende.

La liquidazione del contributo ai beneficiari e quindi alle imprese che hanno lavorato sul territorio comunale, è sempre stato un obiettivo fondamentale per l’Amministrazione. Anche nei momenti difficili, come ad esempio nei mesi di luglio e agosto del 2020 dove, diverse dimissioni di personale in servizio hanno messo in difficoltà l’attività dell’ufficio, non si è mai rallentato il flusso di erogazione dei contributi a favore della fase meramente istruttoria per il rispetto delle scadenze.   I pagamenti alle imprese in tempi brevi hanno dato la possibilità alle ditte di rientrare dalle spese sostenute e, contestualmente, hanno favorito l’accettazione di altri lavori sul territorio comunale. Tale sinergia ha portato, in questi ultimi anni, al raggiungimento di un obiettivo che sembrava molto lontano. E’ anche vero però che, non sempre, il rilascio della “cambiale” ha visto, o vede tuttora, l’imminente partenza dei cantieri.

“Manca ancora qualche anno per potere, non solo vedere il cambiamento del nostro territorio ma per goderne appieno i frutti. Ci aspetta un comune innanzitutto più sicuro, con case ricostruite secondo criteri antisismici. Un comune composto da edifici in classi energetiche molto alte: questo significa più risparmio energetico e meno inquinamento. Un territorio popolato da nuovi spazi in grado di offrire nuove opportunità. Come poterle cogliere dipenderà da tutti noi”, conclude il sindaco Diacci.