Omicidio Lepore: Ilaria Benati resta in carcere

L'udienza fissata davanti al Tribunale Superiore dominicano per chiedere la liberazione di Ilaria Benati è stata rinviata a lunedì prossimo per legittimo impedimento del difensore. La donna, accusata di essere una dei mandanti del delitto dell'amica carpigiana Claudia Lepore, trovata morta nel frigorifero della sua abitazione a Santo Domingo lo scorso gennaio, resta in carcere. A darne notizia gli avvocati Enrico Aimi e Giulia Giusti, difensori dei parenti della vittima.

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Claudia Lepore

L’udienza fissata davanti al Tribunale Superiore dominicano per chiedere la liberazione di Ilaria Benati è stata rinviata a lunedì prossimo per legittimo impedimento del difensore. La donna, accusata di essere una dei mandanti del delitto dell’amica carpigiana Claudia Lepore, trovata morta nel frigorifero della sua abitazione a Santo Domingo lo scorso gennaio, resta in carcere. A darne notizia gli avvocati Enrico Aimi e Giulia Giusti, difensori dei parenti della vittima. Per il coindagato Yacopo Capasso, invece, lo stesso Tribunale aveva già recentemente ritenuto il quadro probatorio a suo carico solido, confermando la misura di massima custodia in carcere. Questo provvedimento aveva destato soddisfazione per i familiari e per la difesa di Lepore. “Quelle che all’inizio erano solamente nostre ipotesi accusatorie, si sono rivelate nel caso di Capasso fondate  – sottolineano gli avvocati Aimi e Giusti – e trovano conferma nella documentazione processuale. Non è semplice gestire un processo a ottomila chilometri di distanza, ma abbiamo trovato validi colleghi in loco, con i quali il confronto è sempre molto stimolante e serrato. Siamo convinti – proseguono – che le indagini stiano portando tutte verso un’unica verità inquietante. Presto per dirlo? Attendiamo lunedì l’ennesimo round di un processo certamente complesso e sempre costellato da colpi di scena. Inoltre, confidiamo che sia veramente solo questione di ore il deposito della relazione autoptica, elaborata dal medico legale incaricato dalla Procura dominicana, elemento fondamentale quanto meno per ricostruire gli ultimi attimi di vita della povera Claudia Lepore, e le reali dinamiche relative al suo spietato assassinio”.