“La mia prediletta” di Romy Hausmann

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«La tristezza non è una bella sensazione. Me la immagino come un animaletto con tanti dentini aguzzi, che sta nel nostro corpo. Per la maggior parte del tempo dorme, ma a volte si sveglia e ha fame. Si sente proprio che comincia a rosicchiarti il cuore.»

Romy Hausmann esplora la psicologia complessa e poco indagata di coloro che sono stati rapiti e imprigionati contro la loro volontà, nel suo thriller di debutto “La mia prediletta” (384 pagine), pubblicato in Italia da Giunti. In particolare, approfondisce il modo in cui i geni e le esperienze di un individuo possono portarli a reagire in un certo modo nel caso estremo in cui ci si trovi ad essere ostaggio di una figura che si sente onnipotente a tal punto da controllare ogni aspetto della propria vita. In una baracca senza finestre nel bosco, le vite di Lena e dei suoi due figli, Hannah e Jonathan, sono controllate in ogni aspetto dal loro rapitore, dallo studio alle visite in bagno. Quando Lena alla fine riesce a scappare e rimane coinvolta in un incidente stradale, le autorità inizialmente credono che possa trattarsi di una ragazza di nome Lena Beck scomparsa vicino a Monaco di Baviera 14 anni prima. Tuttavia, quando Matthias Beck, il padre della ragazza scomparsa, si rende conto che questa Lena non è sua figlia, le cose prendono una piega ancora più sinistra. Tradotta dall’originale tedesco da Alida Daniele, la storia è raccontata dal punto di vista di più personaggi, e i passaggi scritti dal punto di vista della piccola Hannah sono particolarmente ben fatti: si prova simpatia per lei ma ci si sente anche turbati per ciò di cui potrebbe essere capace questa bambina, poiché anche se ha vissuto un immenso trauma mentale, a volte sembra essere la persona più stabile. Al contrario, alcuni comportamenti di Matthias risultano estremamente irrazionali. Il modo con cui Romy Hausmann ha saputo caratterizzare i personaggi e dar loro voci e pensieri diversi e riconoscibili è davvero affascinante. Ci sono anche momenti in cui sembra che l’autrice realizzi un impeccabile adattamento televisivo, e infatti Romy Hausmann lavora come libera professionista per la Tv. Ad esempio, quando l’antagonista impiega tempo prezioso per spiegare le sue azioni in una situazione in cui il tempo non è davvero dalla sua parte. La mia prediletta” è un romanzo imperdibile: ipnotizzante e avvincente allo stesso tempo, con una trama ponderata, ben costruita e carica di suspence. Ad ogni cambio di pagina si è colti da una nuova svolta o rivelazione, e i sentimenti umani sono scandagliati a fondo e senza sconti. Hausmann riesce egregiamente nell’impresa di tenere le sue carte ben nascoste, fornendo al contempo abbastanza indizi per stimolare il lettore.

Chiara Sorrentino