L’obiettivo? Rendere impossibile la vita di truffatori e imbroglioni

Non mi freghi è questo il titolo dell’innovativo progetto, unico nel suo genere nel panorama italiano, messo a punto dai volontari del Controllo di Vicinato e da Federconsumatori Modena, in relazione con l’Unione delle Terre d’Argine e la preziosa collaborazione dell'Università di Modena e Reggio Emilia e della Prefettura di Modena.

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Non mi freghi è questo il titolo dell’innovativo progetto, unico nel suo genere nel panorama italiano, messo a punto dai volontari del Controllo di Vicinato e da Federconsumatori Modena, in relazione con l’Unione delle Terre d’Argine e la preziosa collaborazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia e della Prefettura di Modena.

L’obiettivo? Rendere impossibile la vita di truffatori e imbroglioni.

“L’idea – spiega l’avvocato Simona Canti – è quella di sfruttare la rete del Controllo di Vicinato (ndr – sono oltre 120 i gruppi in Unione per un totale di oltre 3mila famiglia coinvolte) non solo per arginare i furti ma anche per limitare le truffe e altre pratiche illecite, difendendo in modo particolare le persone più deboli, a partire quindi dagli anziani. La causa del fallimento di varie reti sociali è da ricercare nella loro incapacità di modificarsi in corsa: noi, al contrario, puntiamo a espanderci sempre più, coinvolgendo il maggior numero di soggetti delle Terre d’Argine. In questo modo, collaborando, potremo promuovere e aumentare la sicurezza del nostro territorio, proteggendo i cittadini”.

Dietro a questo progetto, prosegue Roberto Solomita, presidente dell’Unione Terre D’argine “vi è un’idea di sicurezza partecipata. Un’attività che tutta la comunità, ciascuno col proprio ruolo, svolge di concerto per far fronte a un fenomeno odioso come quello delle truffe”.

A Non mi freghi hanno aderito anche Spi Cgil, Confcommercio e Aimag, ma l’auspicio, aggiunge Massimo Cartelli, referente di Area Controllo di Vicinato, “è quello di allargare la nostra rete per essere ancora più efficienti”. Solo attraverso una larga alleanza di forze, infatti, si può “aumentare il livello di sicurezza dei cittadini”.

Per contrastare il fenomeno delle truffe on line sono previsti dei momenti formativi aperti a tutti e disponibili sulla piattaforma https://www.cdv.community

Il percorso formativo, spiega il professor Giacomo Cabri, docente di Unimore, “è diviso in tre blocchi e fornisce agli utenti meno informatizzati i rudimenti per capire come funziona il web e su come difendersi dal phishing e dalle truffe online. Conoscenze preziose che consentono alle persone comuni di avere qualche arma in più per tutelarsi”. Ed è proprio la formazione la parola chiave, come ha ribadito più volte il prefetto di Modena Pierluigi Faloni: “la Rete non è solo madre ma anche matrigna. Ecco perché tutte le azioni messe in campo per tutelare la collettività dagli attacchi della criminalità, di qualunque matrice essa sia, per noi costituisce una ricchezza in più. Questo è un progetto ben configurato dove la formazione ricopre un ruolo primario: solo promuovendo una cultura consapevole delle nuove tecnologie ci si può difendere”.

Concetto ripreso anche dal prefetto Antonio Apruzzese, già direttore nazionale della Polizia Postale: “far partire il processo di informazione è basilare. Se fino a poco tempo fa ogni sforzo era concentrato sui giovani per spiegare loro quali fossero i pericoli della Rete oggi il focus deve spostarsi sugli anziani, ovvero persone che non hanno alcuna dimestichezza con lo strumento informatico. Avviare processi di formazione su temi importanti come il phishing, ad esempio, in modo immediato e semplice è davvero encomiabile”.

Al progetto Non mi freghi, Federconsumatori e Controllo di vicinato lavorano da oltre un anno: “ognuno di noi – commenta Marzio Govoni, direttore Federconsumatori Modena – ha portato la propria esperienza. La nostra associazione da 15 anni si è dotata dello Sportello SOS truffa: ogni anno riceviamo centinaia di chiamate da parte di cittadini imbrogliati. Nel 2019 sono state ben 413. Segnalazioni che ci consentono di tracciare una vera e propria mappa delle truffe nella nostra provincia, dandoci la possibilità di verificare anche se siamo di fronte a truffe seriali. La più utilizzata nel nostro territorio è quella relativa ai rilevatori di gas venduti porta a porta. Un manufatto del valore di 10 euro venduto in modo truffaldino al costo di 300”.

Essere truffati a casa propria o al telefono, vedersi rubare la catenina con la tecnica dell’abbraccio, subire un furto di identità, sono tutti fatti che contribuiscono “a diffondere incertezza, senso di inadeguatezza… che possono sfociare in depressione e isolamento dal mondo, in particolare negli anziani. La nostra ambizione – conclude Govoni – è quella di partecipare a un’azione collettiva contro questi odiosi fenomeni”.

Jessica Bianchi