Se ci sono i controlli imprecano e se non ci sono imprecano lo stesso

Possiamo dirlo, dobbiamo scriverlo ma contestualmente non possiamo infrangere le regole.

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Forse non abbiamo esaurito lagnanze e bestemmie durante il primo lockdown: basta poco per scatenare il tutti contro tutti e il tema dei controlli è uno di quelli che accendono la miccia. Se fioccano le multe alla movida c’è chi si scaglia contro gli assembramenti in piazza, se si sanziona un ristorante c’è chi se la prende coi centri commerciali. Non trova pace l’esercito dei censori che vorrebbe uno stato di Polizia a controllare l’applicazione dei divieti e delle regole dimenticando che non siamo in Cina e se ci sono misure che hanno un senso e condivisibili, di altre, come il lockdown notturno di qualche settimana fa, sfugge la ratio perché non hanno riscontro nella situazione reale e più che combattere il Coronavirus paiono ostacolare i cittadini stessi. Possiamo dirlo, dobbiamo scriverlo ma contestualmente non possiamo infrangere le regole. A far discutere la notizia che i Carabinieri di Carpi, nell’ambito dei servizi messi in campo al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni diramate per il contenimento della diffusione del contagio da Covid-19, hanno sanzionato la titolare di un ristorante della città, poiché durante l’orario di apertura al pubblico, ha consentito a più di quattro persone non conviventi di occupare un solo tavolo all’interno dell’esercizio commerciale. Nell’occasione sono stati sanzionati anche alcuni ragazzi, trovati assembrati senza mascherina. Multe inevitabili per i trasgressori. Il che ci riporta al tema dei controlli invocati da più parti perché è quello che fa la differenza per capire quali sono le imprese che hanno lavorato comportandosi correttamente rispetto a quelle che invece non hanno rispettato i protocolli che erano stati sottoscritti e così facendo mettono in difficoltà tutta la categoria: sanzionare chi non sta alle regole permette a chi alle regole c’è stato di poter continuare la propria attività in sicurezza. Poi succede che chi si è lamentato della mancanza di controlli nelle attività degli altri, si scagli contro gli ingiusti controlli quando viene multato. E così bastano le quattro righe della notizia dei Carabinieri per dare il via libera alla denuncia di situazioni “sospette” ma noi siamo italiani e siamo fatti così, se amiamo nuotare siamo per la chiusura delle palestre ma vogliamo tenere aperte le piscine. Controllare tutto non si può e non solo perché non basterebbe un esercito.
Sara Gelli