Automedica a Carpi: ne riparliamo tra tre anni

“Il progetto non è tramontato ma sospeso a causa del perdurare della situazione epidemiologica legata all’emergenza Coronavirus. In questo momento tutti gli sforzi sono indirizzati alla rimodulazione del Pronto Soccorso e della Medicina d’Urgenza dell’Ospedale Ramazzini, cruciali nella gestione della pandemia, per migliorare i percorsi previsti per pazienti covid e non”, sottolinea il dottor Stefano Toscani, direttore del Dipartimento Interaziendale di Emergenza Urgenza dell’Usl e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.

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Stefano Toscani

Nel gennaio di quest’anno era giunta la tanto attesa apertura da parte dell’Azienda sanitaria di Modena circa la possibilità di introdurre a Carpi un’automedica poi il Covid ha assestato al progetto una dura battuta d’arresto. Oggi l’emergenza territoriale 118 è garantita dalla presenza di due ambulanze infermieristiche, una con sede presso il Pronto Soccorso di Carpi e una decentrata a Fossoli, e da tre mezzi gestiti dal mondo del volontariato (ANPAS e Croce Rossa Italiana), attivi sul distretto comprendente i quattro comuni di Carpi, Soliera, Campogalliano e Novi di Modena. La copertura medicalizzata è invece assicurata dalle automediche di Mirandola e Modena (a cui si aggiungono in provincia anche quelle di Pavullo e Vignola). Da anni ribadiamo come, malgrado l’attivazione di una seconda ambulanza infermieristica disponibile h24 e 7 giorni su 7 nel dicembre 2017, in una città di oltre 70mila abitanti, dovrebbe essere operativa anche un’automedica: mezzo di soccorso avanzato in grado di intervenire in modo tempestivo in caso di necessità. L’azienda sanitaria di Modena aveva iniziato una riflessione per garantire l’integrazione del servizio di emergenza territoriale con la presenza di una automedica che potesse coprire almeno inizialmente la fascia notturna oggi non più assicurata dal mezzo avanzato di Correggio, nell’ipotesi futura di estendere il servizio H24. Poi, più nulla.

A fare il punto sullo stato avanzamento lavori è il dottor Stefano Toscani, direttore del Dipartimento Interaziendale di Emergenza Urgenza dell’Usl e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena: “il progetto non è tramontato ma sospeso a causa del perdurare della situazione epidemiologica legata all’emergenza Coronavirus. In questo momento tanto delicato, infatti, tutti gli sforzi organizzativi relativi al Dipartimento di emergenza-urgenza sono indirizzati alla rimodulazione del Pronto Soccorso e della Medicina d’Urgenza dell’Ospedale Ramazzini, cruciali nella gestione della pandemia, per migliorare i percorsi previsti per pazienti covid e non, alla luce delle indicazioni regionali che su questo hanno orientato specifici finanziamenti, in corso di finalizzazione”. Ogni sforzo, prosegue il dottor Toscani, è teso a “integrare l’organico di personale medico e infermieristico impegnato nelle attività di PS e Medicina d’Urgenza, dove è in corso anche l’attivazione di letti di terapia semi-intensiva, per garantire il mantenimento dei percorsi individuati a inizio pandemia e ancora in essere”. L’arrivo di un’automedica a Carpi dovrà aspettare “circa un triennio anche perché formare nuovi medici e infermieri da impiegare nell’emergenza implica un iter lungo almeno un paio di anni. Alle competenze professionali infatti, devono sommarsi delle attitudini specifiche, dalla gestione dello stress alla capacità di empatizzare coi pazienti e non tutti ce la fanno. Da anni il nostro territorio – così come l’intero Paese – deve fare i conti con una preoccupante carenza di nuovi medici. Dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Modena però arrivano buone notizie, tra due anni avremo circa un centinaio di nuovi laureati, oltre il doppio rispetto agli anni precedenti, confidiamo quindi di poter reperire risorse da formare e colmare così il gap”.

Per quanto riguarda l’emergenza-urgenza, aggiunge il dottor Toscani, “nel territorio del Distretto di Carpi i tempi di intervento dei mezzi di soccorso rientrano ampiamente nei parametri dettati dal Ministero della Salute (15 minuti nell’75-80% dei codici gialli e rossi contro i 18 stabiliti dalla normativa) e la copertura è efficace in tutta l’area dell’Unione Terre d’Argine. La rete di cui sono parte integrante le associazioni di volontariato, conta su una pluralità di tipologie di mezzi tra cui la Centrale Operativa può scegliere, anche integrandoli, in base al tipo di intervento e al luogo in cui si verifica. Per le patologie tempo-dipendenti o in caso di gravi indicenti particolarmente importante risulta anche l’attività dell’elisoccorso, da circa 2 anni attivo anche nelle ore notturne”.

Una cosa è certa, assicura il direttore, “sviluppare il polo di Carpi, attraverso l’integrazione di personale e il potenziamento di posti ad alta complessità è una nostra priorità. Insomma, barra dritta e avanti tutta”.

La fumata sull’automedica non è nera ma a Carpi il mezzo serve, tutelando al contempo tutti gli altri obiettivi raggiunti, tra cui la seconda ambulanza infermieristica. Tra tre anni torneremo alla carica.

Jessica Bianchi