Referendum e rischi da contagio

E’ una signora carpigiana di 71 anni a porre il problema della sicurezza nei seggi perché, in considerazione dell’età, deciderà di andare a votare solo se riterrà che siano rispettate tutte le misure anti contagio.

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E’ una signora carpigiana di 71 anni a porre il problema della sicurezza nei seggi perché, in considerazione dell’età, deciderà di andare a votare solo se riterrà che siano rispettate tutte le misure anti contagio.

A pochi giorni del voto referendario, le indicazioni del Governo sono quelle contenute nel Protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie del 7 agosto.

Innanzitutto non verrà misurata la febbre né all’ingresso né all’uscita perché ci si affida al buon senso e alla responsabilità del singolo che non dovrà uscire di casa e recarsi al seggio in caso di sintomatologia respiratoria o febbre superiore a 37.5, di contatto con persone positive o se è in quarantena. Se lo farà, non se ne accorgerà nessuno.

Prima dell’insediamento del seggio elettorale dev’essere assicurata una pulizia approfondita dei locali (compresi androne, corridoi, bagni, e ogni altro ambiente che si prevede di utilizzare) da ripetere “periodicamente” nel corso delle operazioni di voto, ma non è indicato a chi spetti fare le pulizie: agli scrutatori o al personale scolastico?

In base alle indicazioni del Comitato tecnico-scientifico nell’allestimento dei seggi occorre prevedere percorsi dedicati e distinti d’ingresso e di uscita e, per evitare assembramenti all’interno, si devono contingentare gli accessi creando apposite aree di attesa all’esterno dell’edificio stesso. I locali destinati al seggio, dotati di finestre per provvedere a un’aerazione costante, devono prevedere un ambiente sufficientemente ampio per consentire il distanziamento non inferiore a un metro sia tra i componenti del seggio che tra questi ultimi e l’elettore.

Due sono i momenti in cui si prevede il panico generale: quando si dovrà procedere con l’identificazione dell’elettore perché dovrà arretrare alla distanza di due metri e rimuovere la mascherina limitatamente al tempo occorrente per il suo riconoscimento e quando si dovrà ricordare la giusta sequenza dell’igienizzazione delle mani perché l’elettore dovrà usare il gel una prima volta all’ingresso nel seggio, una seconda prima di ricevere la scheda e la matita e una terza volta prima di lasciare il seggio.

Per gli scrutatori non è stato previsto il tampone: dovranno portare sempre la mascherina e l’uso dei guanti è consigliato solo per le operazioni di spoglio delle schede, mentre non appare necessario durante la gestione delle altre fasi del procedimento. Il presidente del seggio deve, comunque, utilizzare i guanti al momento dell’inserimento della scheda elettorale nell’urna. Cara signora, il rischio di entrare sani in cabina e uscirne con il virus c’è.

Sara Gelli