Ospedale Ramazzini: trasferita l’ultima paziente positiva

Ripresa graduale delle attività ordinarie. L’attenzione resta altissima: filtro a ogni accesso, aree di isolamento dedicate a eventuali pazienti positivi e percorsi interni per la sicurezza di cittadini e operatori.

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Medicina d’Urgenza

Dall’Ospedale Ramazzini di Carpi è stata trasferita l’ultima paziente positiva al coronavirus ricoverata nel reparto di Medicina d’Urgenza, diretto dalla dottoressa Chiara Pesci: la donna, 80enne, si trova ora ricoverata all’Ospedale di Comunità di Fanano, per proseguire il periodo di convalescenza in un contesto assistenziale più adeguato alle sue condizioni cliniche.

Con questo trasferimento il Ramazzini si va ad aggiungere agli altri ospedali Ausl (Mirandola, Vignola e Pavullo) che già nei giorni scorsi avevano dimesso o trasferito gli ultimi pazienti Covid. E come in tutti gli altri ospedali, anche a Carpi l’attenzione resta altissima, per garantire la sicurezza dei cittadini e degli operatori, soprattutto adesso che stanno riprendendo, gradualmente, le attività ordinarie in ambito chirurgico, di degenza e di specialistica ambulatoriale. Già da diverse settimane i reparti di Medicina interna – dedicati al ricovero dei pazienti Covid durante la Fase 1 – hanno ripreso la propria attività, mentre da pochi giorni sono ricominciate visite ed esami ordinari di alcune specialità, secondo un calendario definito che tiene conto delle nuove esigenze di sicurezza e riduzione del rischio di contagio. Anche l’attività chirurgica – prima rivolta esclusivamente alle urgenze – sta ampliando la gamma di interventi, raggiungendo al momento la soglia dell’80% dei volumi pregressi.

Diverse le novità organizzative introdotte per migliorare l’approccio del cittadino con il proprio ospedale: nei tre principali varchi d’accesso (all’ingresso di via Molinari e ai Poliambulatori 1 e 2) sono presenti postazioni filtro con personale dedicato che si occupa della misurazione della temperatura, del controllo della mascherina e dell’igienizzazione delle mani con gel idroalcolico, oltre a indirizzare i cittadini nei percorsi interni. Percorsi chiaramente definiti tramite apposita segnaletica, verticale e orizzontale, che guidano nella corretta direzione per evitare assembramenti, soprattutto nelle scale e negli ascensori.
In un’ottica di massima precauzione, inoltre, ogni paziente ricoverato viene preventivamente sottoposto a tampone per verificare l’eventuale positività al coronavirus. A questo scopo sono state individuate due aree di isolamento per i pazienti ricoverati in attesa dell’esito del tampone: una in Medicina d’Urgenza per i sintomatici e una in Lungodegenza per gli asintomatici. In qualunque momento, in caso di recrudescenza dell’epidemia, il Ramazzini è pronto a riorganizzarsi per tornare a offrire l’assistenza necessaria. Resta inoltre in funzione il percorso dedicato con pre-triage al Pronto Soccorso. Rimane importante accedere al PS solo in caso di reale bisogno e seguire con attenzione tutte le indicazioni degli operatori sia in PS che agli altri varchi d’accesso, questo a protezione dei cittadini stessi oltre che degli operatori impegnati nell’assistenza.