Sisma, 78 famiglie ancora fuori casa

Otto anni dopo le scosse del 20 e 29 maggio 2012, il completamento della ricostruzione post sisma in città è ormai vicino, nonostante l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus ne abbia in parte rallentato il cammino.

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Otto anni dopo le scosse del 20 e 29 maggio 2012, che causarono 28 morti e 300 feriti, con 45mila sfollati e circa 13 miliardi di danni, il completamento della ricostruzione post sisma in città è ormai vicino, nonostante l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus ne abbia in parte rallentato il cammino.

Per sostenere le imprese, i Comuni e i cittadini, il commissario alla ricostruzione nonché presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha adottato, condividendole con enti locali e parti sociali, specifiche misure per garantire più tempo e maggiore liquidità, rinviando le scadenze, anticipando i pagamenti e prorogando i termini per chiudere gli interventi e, quindi, non perdere i contributi.

Nel carpigiano sono ancora 78 le famiglie assistite che non hanno ancora fatto rientro nelle proprie case (erano 85 lo scorso anno).

Ad oggi, con il termine istruttorio posticipato a settembre 2020 a causa dello scoppio della pandemia, spiega l’assessore alla Ricostruzione del Comune di Carpi, Riccardo Righi, “sono in attesa di rilascio del parere per la concessione di contributo o rigetto 23 pratiche di privati, di cui 7 molto complesse e che richiederanno ancora alcuni mesi per poter essere chiuse, mentre le altre verranno evase entro giugno”.

Nemmeno il lockdown ha fermato l’attività dei 12 addetti perché per “noi la ricostruzione è un’attività indifferibile, prioritaria, e dunque abbiamo deciso di mantenere la piena operatività degli uffici preposti seppure in regime di massima sicurezza”, prosegue l’assessore Righi.

Parallelamente alla chiusura delle ultime pratiche, i tecnici comunali “stanno supportando le imprese nella rendicontazione di stato avanzamento lavori, poiché, come prevede l’ultima ordinanza regionale, è ora possibile richiedere i pagamenti anche qualora non sia stata raggiunta la quota prefissata di avanzamento 30 o 70 a seguito del blocco cantieri, così da garantire loro la necessaria liquidità là dove questo è possibile. Rispetto al nuovo termine istruttorio e malgrado le difficoltà legate all’emergenza in atto saremo perfettamente in grado di rispondere a tutte le richieste di contributo arrivateci, fatta eccezione per le casistiche indipendenti dal nostro operato. Chiusa questa partita dovremo rifunzionalizzare i nostri uffici per poter accompagnare al meglio le imprese e gli uffici tecnici privati affinché possano poi chiudere tutti i cantieri in tempi rapidi. Un traguardo importante certo, ma non ci riterremo soddisfatti fino a quando l’ultimo mattone non verrà nuovamente messo al suo posto e tutte le famiglie saranno rientrate nelle loro abitazioni”. La priorità, conclude Riccardo Righi, è “stata data alle famiglie, ai privati, ma anche sul versante dei cantieri pubblici siamo a buon punto dal momento che sulle opere di maggior rilievo, penso ad esempio al Torrione degli Spagnoli e al Tempio di San Nicolò, i cantieri sono decollati e dovranno rispettare un cronoprogramma assai rigido”.

Jessica Bianchi