Mascherine a 50 cent: il prezzo imposto rischia di non coprire neppure il costo del tessuto

Consapevoli dell’impegno e delle spese che diverse aziende del territorio stanno sostenendo, e alla luce del bando di sostegno da 50.000 euro, Carpi Fashion System si sta rapportando coi vari attori istituzionali al fine di attivare convenzioni e accordi.

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“Tutti gli enti rappresentanti nel tavolo di Carpi Fashion System sono consapevoli dell’impegno di tempo e risorse dedicato da diverse aziende del territorio per convertire la propria produzione alla fabbricazione di mascherine e altri Dispositivi di Protezione Individuale. A questo proposito ci stiamo rapportando, a tutti i livelli, con gli attori istituzionali, al fine di far comprendere i termini della questione alle autorità preposte”: questo il commento dell’assessore all’Economia del Comune di Carpi, Stefania Gasparini, a nome di Carpi Fashion System.
L’intervento si è reso necessario a seguito dell’annunciata volontà, da parte del Governo, di stabilire il prezzo di fabbricazione delle mascherine chirurgiche monouso a 50 centesimi al pezzo: “se da un lato siamo concordi rispetto all’esigenza di evitare qualsiasi forma di speculazione, così come sul fatto che la salute pubblica vada garantita, tutelando in special modo quelle fasce di popolazione che, per ragioni di natura economica, non potessero sostenere per un tempo prolungato l’acquisto dei necessari dispositivi di protezione, dall’altro abbiamo il dovere di non dimenticare che le aziende del territorio hanno sostenuto costi di tempo, manodopera e materiali per avviarsi alla produzione, e che il prezzo imposto rischia di non coprire neppure il costo del tessuto, che deve essere di particolare qualità”. Per questo, conclude Gasparini, “siamo attivamente impegnati al fine di attivare convenzioni e accordi che, pur tutelando le prevalenti ragioni di salute pubblica, non creino un ulteriore danno alle aziende, per di più in un periodo già fortemente critico, in particolare per il comparto della moda”.