Coronavirus: il panico è ingiustificato!

"Passiamo il nostro tempo a cercare di fugare paure assolutamente ingiustificate, si ritrovi il raziocinio" commenta la professoressa Cristina Mussini, direttrice della Struttura Complessa di Malattie Infettive del Policlinico di Modena.

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E’ atterrato circa un’ora fa a Pratica di Mare l’aereo militare proveniente da Wuhan con a bordo i nostri connazionali che ancora si trovavano nella città al centro dell’epidemia, tra cui i 5 tecnici della System di Fiorano. Stanno tutti bene ma saranno sottoposti a quarantena nei locali della cittadella militare della Cecchignola, a Roma.
E mentre sono saliti a 362 i morti, ma si contano anche 475 guarigioni, anche all’istituto Spallanzani di Roma è stato isolato il coronavirus. “Trattandosi di materiali che chiaramente non possono viaggiare – ha commentato la professoressa Cristina Mussini, direttrice della Struttura Complessa di Malattie Infettive del Policlinico di Modena – aver isolato il virus nel nostro Paese è utile per poter contribuire con la ricerca, eventualmente di un vaccino. E’ comunque importante, e voglio ribadirlo ancora una volta, lasciare la questione coronavirus agli addetti ai lavori, assolutamente preparati e in possesso di tutte le informazioni necessarie: nessuno ha intenzione di mettere alcuno in pericolo, per cui non è che per paura del panico si tacciano informazioni, anzi, tutt’altro. Ormai noi medici passiamo il nostro tempo a cercare di fugare paure assolutamente ingiustificate, create da questo panico diffuso da virus letale. E ribadiamo anche che non è così letale, perché parliamo di decine di migliaia di contagiati e 362 morti. Per carità, sempre meglio non averli ma non è che se tu prendi il coronavirus, muori. Anche i due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma, ad esempio, sono in condizioni più che soddisfacenti”.
Nelle farmacie di Carpi le mascherine sono esaurite, al Pronto Soccorso cittadino le persone non vogliono restare in una sala d’attesa affollata senza tale presidio e la psicosi cresce.
“La Cina – prosegue Mussini – è enorme e quindi occorre sempre tenere presente la provenienza dall’epicentro dell’epidemia, che è la provincia di Huawei, ed in particolare la città di Wuhan. Se una persona anche cinese viene da un’altra città ed è asintomatica non rientra nemmeno nei criteri epidemiologici: la discriminante non è essere cinese o venire da quel Paese. Sarebbe come se vi fosse un’epidemia a Trento e uno venisse da Siracusa! E’ importante, certo, adottare tutte le precauzioni necessarie, ma questo non deve significare essere terrorizzata: la popolazione non è posta in alcun modo a rischio. Questo film che le persone non vanno più nei ristoranti cinesi è assolutamente assurdo. Mi auguro che gli italiani ben presto ritrovino un minimo di raziocinio”.