Ecco come sarà il nuovo ospedale

Parola d’ordine: sostituzione! E’ questo il cardine attorno al quale ruota lo Studio di Prefattibilità del nuovo ospedale di Carpi redatto dall’Azienda Usl di Modena.

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Parola d’ordine: sostituzione! E’ questo il cardine attorno al quale ruota lo Studio di Prefattibilità del nuovo ospedale di Carpi redatto dall’Azienda Usl di Modena. Nosocomio che, si legge nel documento, “si presenta come un’assoluta necessità, non consentendo l’area dell’attuale ospedale di ricorrere a un intervento per Corpi di adeguamento o rifacimento complessivo”. Il nuovo ospedale “che sostituirà l’attuale struttura in una versione più moderna e migliorata dal punto di vista strutturale e tecnologico, continuerà a essere punto di riferimento per l’Area Nord”, mentre i contenuti, pur “sovrapponendosi a quelli presenti” già oggi al Ramazzini, dovranno tener “conto sia dei mutati bisogni della popolazione che delle innovazioni tecnologiche. Le funzioni ora esistenti troveranno una migliore collocazione, attraverso la disponibilità di spazi più adeguati e razionali e attraverso la valorizzazione e il potenziamento delle aree principali”.

COSA VERRA’ POTENZIATO

Area dei servizi: i servizi assumeranno un ruolo centrale al fine di garantire una maggiore attenzione alla logistica e ai percorsi interni, rendendo rapidi e lineari i collegamenti con le degenze, con l’area emergenza urgenza e con l’esterno.

Blocco operatorio: previsto un numero maggiore di sale rispetto alle 10 attuali con il potenziamento dell’area day surgery, della chirurgia generale e specialistica, del blocco endoscopico e del blocco parto.

Blocco tecnologico: è necessario potenziare il servizio di radiologia, collegarlo con le aree di degenza e renderlo facilmente raggiungibile dall’esterno.

Dialisi: dovranno essere predisposte delle aree assistenziali di pertinenza in modo che sia favorita l’accessibilità del paziente, ma anche la comodità per il personale interno in un’ottica di ottimizzazione delle risorse.

Farmacia: oltre a una collocazione strategica per le attività di supporto ai reparti e di erogazione diretta ai pazienti, è auspicabile implementarne la produzione oggi limitata alle preparazioni delle terapie oncologiche.

Area degenze: è necessario prevedere il 30% delle stanze a 1 posto letto e particolare importanza dovrà essere posta all’utilizzo degli spazi comuni. La presenza e il potenziamento di alcune competenze specialistiche all’interno dell’ospedale permetterà poi di organizzare l’assistenza per aree omogenee per tipologia di pazienti (es. area Testa-Collo a cui afferiscono le discipline di ORL, oculistica, odontostomatologia).

Area emergenza-urgenza: è necessario potenziare il Pronto Soccorso, con particolare attenzione agli spazi e alla sua collocazione, e dell’area terapie intensive e semintensive.
Area materno-infantile: si dovranno implementare le aree di assistenza alla patologia neonatale, pediatrica e ostetrico-ginecologica.
Area salute-mentale: dovrà essere predisposta un’area dedicata alla salute mentale, comprendendo la funzione ospedaliera (SPDC) e territoriale (centro diurno, DH territoriale, CSM, RTI).
Area oncologica: è necessario creare delle aree funzionali ai vari percorsi attivi e migliorare il confort ambientale per i pazienti.
Area dei Poliambulatori: occorre avere a disposizione un numero adeguato di ambulatori dedicati alle visite specialistiche di branche in continua espansione, sale di attesa, sale riunioni, ambulatori chirurgici, depositi.

Area del Distretto: serve un’area adeguata di uffici, ambulatori, studi medici, sale d’attesa in grado di ospitare i numerosi servizi dedicati all’utenza (CUP, SAUB, CIP, protesica, integrativa, centro prelievi, servizi domiciliari).

LOCATION E CARATTERISTICHE DELLA STRUTTURA
Il nuovo edificio sarà caratterizzato dalla presenza di almeno 280 posti letto (la stessa dotazione dell’esistente) ma “almeno il 30% delle stanze saranno a 1 posto letto, allo scopo di migliorare la qualità della degenza”. Circa la nuova collocazione il documento è chiaro: “dovrà sorgere obbligatoriamente vicino ai principali snodi viari, come tangenziale e casello autostradale, per facilitare il raggiungimento della struttura”. Dovrà inoltre essere “dotato di un numero sufficienti di parcheggi, a uso di utenti e visitatori”. Secondo gli attuali standard che prevedono 3 posti auto per ciascun posto letto, per uno spazio di circa 30mq per piazzola, il documento parla di una “dotazione di circa 900 posti auto”. Il piano di prefattibilità prevede anche che la struttura insista “in un’area ricca di verde”. La superficie fondiaria dell’area necessaria per l’ubicazione del nuovo ospedale – su cui sorgerà anche una elisuperficie – è di circa 100.000 mq.

DIMENSIONI E FUNZIONI SANITARIE OSPITATE
I contenuti principali del nuovo ospedale saranno organizzati in 10 macroaree: Interventistica, Emergenza-Urgenza, Diagnostica e Terapia, Outpatient (compresi i servizi distrettuali), Degenze ordinarie, Area materno infantile, Area laboratoristica, Servizi generali, Logistica e Connettivi. E il modello organizzativo adottato sarà quello delle aree omogenee, ovvero blocchi tecnologici per la terapia, blocchi tecnologici per la diagnosi, aree per outpatient, per in-patient, per il personale, per la ricerca e per la formazione.

COSTI E TEMPI DELL’INTERVENTO

Si stima una spesa di 95 milioni di euro (ad oggi ne sono disponibili solo 60), cifra a cui dovranno essere aggiunti i costi legati “all’acquisizione dell’area (ad oggi da individuare ed eventualmente da espropriare)” e quelli per arredi e attrezzature (stimati in ulteriori 9 milioni di euro).

L’iter di realizzazione, dalla progettazione alla gara per l’aggiudicazione dei lavori, passando per l’esecuzione, il collaudo e l’attivazione, è quantificato in “78 mesi”, poco più di sei anni.

LA RICONVERSIONE DEL RAMAZZINI

Molteplici le ipotesi di riconversione avanzate dall’Ausl: “alcuni corpi potrebbero essere demoliti per nuove costruzioni previo cambio di destinazione d’uso delle aree”; parti dell’ospedale potrebbero “ospitare servizi sanitari, socio-sanitari e sociali” o, ancora, essere riconvertite “in attività commerciali, di servizi o residenziali”.

Jessica Bianchi