Sindrome del colon irritabile: cosa fare

La rubrica La Natura che cura del farmacista Vitor Chiessi. La sindrome del colon irritabile è un insieme di disturbi intestinali, riferibili al colon, le cui cause scatenanti rimangono un mistero, nonostante i numerosi studi condotti sinora. Sulla scelta dei trattamenti adottati incide molto la gravità della condizione.

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La sindrome del colon irritabile è un insieme di disturbi intestinali, riferibili al colon, le cui cause scatenanti rimangono un mistero, nonostante i numerosi studi condotti sinora. La sindrome del colon irritabile è responsabile di dolore e crampi addominali, diarrea alternata a costipazione, gonfiore addominale, meteorismo, senso di mancato svuotamento intestinale dopo l’evacuazione, presenza di muco nelle feci. Inoltre, per motivi ancora sconosciuti, è spesso associata a problemi di natura psicologica, come: depressione, ansia e disturbi di personalità. La terapia dunque è sintomatica. Sulla scelta dei trattamenti adottati incide molto la gravità della condizione: nei casi clinici meno gravi, i medici ritengono sufficienti il ricorso a un’efficace terapia antistress, la pratica costante di esercizio fisico, un riposo notturno appropriato e l’adozione di un piano dietetico che escluda tutti quei cibi sospettati di causare la comparsa dei sintomi tipici del colon irritabile; nei casi clinici moderati-gravi, invece, i medici considerano indispensabile l’aggiunta ai suddetti rimedi di una terapia farmacologica ad hoc. Tra i prodotti farmacologici che possono risultare utili in presenza di sindrome del colon irritabile, rientrano: gli integratori di fibra, come lo psyllium o la metilcellulosa. Combattono la stipsi e, rispetto alle fibre contenute nei cibi, sono responsabili, una volta ingeriti, di un minor senso di gonfiore all’addome; quindi, rappresentano anche una sorta di rimedio alla distensione addominale. Alla loro assunzione bisogna accompagnare un appropriato apporto di acqua. I lassativi osmotici, come il latte di magnesia o il glicole polietilenico. Tali prodotti rappresentano un’alternativa agli integratori di fibra, nel caso in cui questi ultimi risultassero poco efficaci. Gli antidiarroici, come il loperamide ad esempio, com’è intuibile dal nome, servono a controllare gli episodi di diarrea. Le resine sequestranti gli acidi biliari, come la colestiramina, il colestipolo o il colesevelam. Sebbene il loro uso primario sia un altro, rappresentano un’alternativa agli antidiarroici ma, purtroppo, non sono efficaci su tutti i pazienti e tendono a causare un certo grado di distensione addominale. Gli anticolinergici-antispasmodici, come  la iosciamina e la diciclomina, sono indicati per tutti quei pazienti con sindrome del colon irritabile caratterizzata da forti crampi addominali. Infine si può fare ricorso agli antidepressivi triciclici in caso di depressione o spasmi e antibiotici ma sempre sotto stretto controllo medico.

Vitor Chiessi