Non cedete agli appelli on line: se volete adottare un cane, venite in Canile

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Teneri cuccioli popolano i social in cerca di una famiglia amorevole pronta ad adottarli ma, cedere a questi appelli, può essere pericoloso. Sono sempre più numerosi i carpigiani di buon cuore che cadono nelle bufale di Internet trasformandosi in salvatori di cuccioli altrimenti destinati a una vita dietro le sbarre di qualche canile del Sud. Ma così come velocemente hanno deciso di accogliere un cane nella loro famiglia, altrettanto rapidamente si rendono conto di non essere in grado di farlo.
Il fenomeno delle cosiddette “staffette” dal Sud Italia cresce anche in città generando un preoccupante aumento di abbandoni. A lanciare l’allarme è Raffaella Benedusi, responsabile del Canile intercomunale. “I numeri del 2017 parlano chiaro: a entrare sono stati 120 cani di cui 48 sotto l’anno di età. Animali sul cui ritrovamento serbiamo numerosi dubbi dal momento che sono pressoché inafferrabili per persone poco esperte. Cuccioloni selvatici, spesso malati, affetti da gravi parassitosi o forme gastroenteriche e con importanti problemi comportamentali. Pelosi che faticano a essere adottati perché sono cani di strada e non riescono a inserirsi nella normale vita di una famiglia. Cani spaventati che è estremamente difficile avvicinare e toccare e che, spesso, diventano aggressivi. In canile ne abbiamo alcuni esemplari e, per una struttura comunale come la nostra, gestirli è molto complesso ed economicamente impegnativo.  Questi animali, infatti, devono essere rieducati e, pertanto, necessitano dell’intervento di un educatore e di un veterinario comportamentalista. Un percorso lungo e oneroso anche per una famiglia che volesse adottarne uno”. Abbandoni sospetti e rinunce costituiscono dunque l’altra drammatica faccia delle staffette: “alcune famiglie, dopo aver ricevuto il cane si rendono conto di non poterlo gestire a causa della sua problematicità e allora lo portano in Canile. Insomma – scuote la testa Raffaella – in un modo o nell’altro questi animali arrivano sempre nelle nostre strutture e siamo noi a dovercene fare carico e a prendercene cura”. Il monito lanciato da Raffaella Benedusi è chiaro: mai lasciarsi impietosire dagli appelli lanciati on line da persone prive di scrupoli e moralità.
“Spesso le immagini postate sono ingannevoli: mostrano cuccioli in cerca di una casa, piccoli, sani, giocosi e gioiosi ma la realtà è ben diversa. Chi decide di adottare un cane deve rivolgersi a strutture preposte e vicine; ad associazioni dalla provata esperienza e conosciute. Occorre prestare molta attenzione: le staffette sono trappole pericolose attorno alle quali gira moltissimo denaro. Negli annunci o durante i contatti con questi sedicenti volontari non è raro che venga richiesto un pagamento al momento della consegna. Inoltre, i trasportatori che partono dal Sud e stipano sui loro furgoni, peraltro in pessime condizioni, dai venti ai trenta cani, guadagnano su ciascun animale 50 euro e oltre: un traffico alquanto redditizio”. In Canile ci sono 115 pelosi in cerca di una famiglia amorevole. Per adottarne uno basta andare in via Bertuzza, 6 e lasciare che qualcuno colpisca il vostro cuore. Un’alchimia che può nascere solo alla vecchia maniera, ovvero dopo una lunga occhiata, un’annusata e una buona dose di carezze.
Jessica Bianchi

 

 

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