Soccorsi e pedaggi autostradali: le ambulanze del 118 e quelle convenzionate in emergenza non pagano

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Ha sollevato una gran buriana il caso della Croce Bianca costretta a pagare il pedaggio autostradale per portare il proprio aiuto dopo il crollo del Ponte Morandi. Uno sdegno che ha indotto Austostrade per l'Italia ad annunciare uno “stop dei pedaggi per i mezzi di soccorso” operanti a Genova. In realtà, come chiarisce la Regione Emilia Romagna, “tutti gli interventi compiuti quotidianamente in regime di emergenza non comportano il pagamento dei pedaggi da parte dei mezzi del 118 e delle associazioni convenzionate con le aziende sanitarie”. Da oltre vent’anni le ambulanze sono state dotate di telepass per velocizzare l’ingresso in autostrada senza il rischio di restare intrappolati in lunghe code e “l’onere dei pedaggi è a carico delle Ausl, attraverso dedicati finanziamenti regionali”. La conferma arriva anche da Fabrizio Fantini, presidente del Comitato carpigiano della Croce Rossa che aggiunge: “grazie a una convenzione, tutti i mezzi targati Cri, così come quelli militari, sono esenti dal pedaggio e dunque il transito in autostrada è gratuito”.
I trasporti da un ospedale all’altro e interventi non urgenti che implicano l’attraversamento di una tratta autostradale invece, costituiscono un capitolo a parte e vengono pagati: questo spiega il perché, spesso, gli autisti optano per le dissestate Nazionale per Carpi prima e Tangenziale di Modena poi, per raggiungere Baggiovara. Scelta che, manco a dirlo, ricade sui pazienti, costretti così a sopportare anche gli scossoni dovuti alle innumerevoli buche che punteggiano l’asfalto. Una lunga agonia per persone impaurite e provate da disturbi e dolore.
Jessica Bianchi

 

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