Pietro Grasso a Carpi, “la mafia può essere colpita ma ogni volta che arretra, cambia volto”

Per la rassegna Ne Vale La Pena l’ex presidente del Senato, magistrato e procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso è stato a Carpi per presentare il suo ultimo libro U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra (Feltrinelli, 2026). Grasso, al pubblico presente al Cinema Eden, ha raccontato dall’interno il Maxiprocesso alla mafia di cui fu protagonista come giudice a latere ed estensore della sentenza emessa dopo 35 giorni di Camera di Consiglio.

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Per la rassegna Ne Vale La Pena l’ex presidente del Senato, magistrato e procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso è stato a Carpi per presentare il suo ultimo libro U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra (Feltrinelli, 2026).

L’appuntamento è stato preceduto dalla proiezione del film La camera di Consiglio, che racconta l’atto finale di quel processo. Il libro è uscito nel 2026, in occasione dei 40 anni dall’inizio del maxiprocesso di Palermo. Pietro Grasso, al pubblico presente al Cinema Eden di Carpi ha raccontato dall’interno il Maxiprocesso alla mafia di cui fu protagonista come giudice a latere ed estensore della sentenza emessa dopo 35 giorni di Camera di Consiglio. Il libro ci porta dentro l’aula bunker, come se fossimo presenti. Ricostruisce la rete di Cosa Nostra, dai traffici internazionali agli affari economici. Fa emergere volti e storie: magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, investigatori, vittime e pentiti.

Non è solo un racconto storico: è una riflessione su cosa è stata la mafia e su cosa è diventata oggi, con uno sguardo diretto di chi quella stagione l’ha vissuta. Grasso ha spiegato come, prima degli Anni ’80, la mafia fosse spesso sottovalutata o descritta come fenomeno folkloristico. Il cambio avviene quando si comprende che Cosa Nostra è un’organizzazione unitaria e verticistica. La nascita del pool antimafia con un gruppo di magistrati che lavora condividendo informazioni, per evitare isolamento e omicidi mirati. Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia (come Buscetta) permettono di ricostruire la struttura interna di Cosa Nostra. Pietro Grasso ha raccontato la tensione, il clima, la portata storica. È il momento in cui lo Stato sfida apertamente Cosa Nostra. Le condanne arrivano, ma il passaggio decisivo è la conferma definitiva: lo Stato dimostra che la mafia può essere giudicata e condannata, cade il mito dell’impunità Si tratta di una vittoria storica, ma non definitiva.

Dopo il processo, Cosa Nostra reagisce con violenza e inizia la stagione delle stragi con vittime illustri come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nella sua riflessione finale Grasso allarga lo sguardo: la mafia cambia forma, diventa più silenziosa, economica, globale. Il pericolo oggi è non riconoscerla più. “Il Maxiprocesso ci ha insegnato che la mafia può essere colpita. Ma anche che, ogni volta che arretra, cambia volto. E proprio per questo non possiamo permetterci di smettere di riconoscerla”.

P.Sen.

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