A La Fumana la crisi si combatte con lentezza

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Alzi la mano chi, da bambino, non si è mai fermato a osservare da vicino una chiocciola, magari trovata nell’orto dei nonni o nel parco vicino a casa. A quanti di noi sarà capitato di incantarsi davanti al suo strisciare lento e pacato, di guardare con stupore la testa morbida e porosa sbucare dal piccolo e perfetto guscio a spirale per masticare una foglia di insalata?

Un’esperienza semplice e al tempo stesso preziosa. Un privilegio che troppo spesso manca ai bambini di oggi sempre più chiusi nelle loro camerette davanti a un computer, abituati a rincorrere le immagini sullo schermo e a districarsi in maniera vorticosa tra mille attività. Ma c’è chi ha deciso di svincolarsi dalla frenesia che contraddistingue la vita di oggi per ritagliarsi un angolo di pace dove il tempo scorre seguendo i ritmi della natura. Ivan Bertesi e Simona Redeghieri, coppia di giovani coniugi e genitori, già titolari di una lavanderia, hanno deciso di acquistare un appezzamento di terreno di 4mila metri quadri a Migliarina di Carpi, adibendolo all’allevamento di lumache della specie Helix Aspersa, ovvero le cosiddette chiocciole zigrinate tipiche dell’area del Mediterraneo. E’ nata così l’Azienda agricola La Fumana: “dopo l’acquisto del terreno cercavamo un modo per renderlo produttivo con un investimento in termini di tempo e di denaro non troppo esoso, dal momento che gestivamo già una lavanderia. L’idea dell’allevamento di lumache è arrivata dopo aver partecipato a un convegno di elicicoltori alla Festa della Lumaca di Cherasco, in provincia di Cuneo. Ci è sembrata la risposta perfetta alle nostre esigenze sia per gli aspetti pratici che per quelli valoriali. Nell’elicicoltura, infatti, troviamo rispecchiata la nostra filosofia di vita all’insegna della semplicità e del piacere delle piccole cose, quelle che si scoprono essere grandi quando mancano. Per avviare l’allevamento abbiamo introdotto 12mila riproduttori che nell’arco di circa tre mesi hanno dato vita a nuove generazioni di lumache. Le nostre chiocciole si nutrono con gli ortaggi che autoproduciamo”.

Come avviene il ciclo di raccolta delle lumache?

“La raccolta delle chiocciole avviene a fine settembre. Per poterle vendere, le lumache vengono in seguito messe in gabbie areate e lasciate spurgare. Dopo un paio di giorni queste vanno in letargo, e passate circa due settimane, quando sono completamente asciutte, vanno selezionate, messe in reti simili a quelle usate per cozze e vongole per essere poi consumate o vendute. Noi vendiamo direttamente a privati e ristoratori”.

Quali sono i prodotti che ne ricavate?

“Oltre alle lumache vive spurgate vendiamo anche polpa di lumache precotta in salamoia e ragù di lumache cucinati da laboratori artigianali a cui ci appoggiamo. La carne di lumaca è delicata e con pochi grassi, ottima anche per anziani e bambini”.

Cosa vorreste fare per il futuro?

“Vorremmo introdurre altri animali da cortile per creare una fattoria didattica in cui coinvolgere sempre di più i bambini. Già adesso organizziamo visite guidate per le scuole d’infanzia e in futuro ci piacerebbe approfondire ulteriormente questo aspetto. Avendo due figli e un terzo in arrivo sappiamo quanto i bimbi abbiano bisogno di crescere a contatto con la natura. Ci piacerebbe anche arricchire la gamma di preparazioni gastronomiche pronte al consumo e diffondere così la cultura di un alimento proteico completamente naturale e a basso impatto ambientale”.

Chiara Sorrentino

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