Un infermiere presente 24 ore su 24 per prevenire gli abusi sugli anziani

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Pochi giorni fa ancora un episodio di maltrattamenti agli anziani, a distanza di breve tempo dalla notizia di Correggio. Questa volta è accaduto nell’aretino in una casa di riposo dove sei operatori sono stati accusati di aver schiaffeggiato e ricoperto di improperi gli anziani ospiti. “Ci sono operatori che lavorano con noi da oltre dieci anni e ospiti che restano al Primarosa per tanto tempo, come una signora 85enne che risiede presso la nostra struttura da sei anni. C’è tra noi un rapporto di stima e collaborazione”. Per Claudio Zannini, legale rappresentante della società Primarosa, sentirsi come in una famiglia è determinante per evitare il rischio che possano verificarsi episodi di abusi. Dal 2004 a Carpi, la Residenza Primarosa ha sede da sempre all’interno di spazi di proprietà della Curia nel complesso che ricomprende anche il Seminario vescovile in centro storico con ingresso da via Costa. “Primarosa è una struttura privata e, in quanto tale, la retta è interamente a carico dell’ospite, ma opera nel rispetto dei procedimenti e protocolli che regolano l’attività delle strutture in Emilia Romagna” spiegano Zannini e la coordinatrice Maria Teresa Ferrari.
Zannini, partiamo dai numeri dell’assistenza…
“Certo. Sono 49 gli anziani ospiti e 33 collaboratori tra cui  operatori socio sanitari (OSS), infermieri, addetti alle pulizie e alle cucine che si occupano di loro. Si tratta per la maggior parte di anziani non autosufficienti ma molti ricorrono al nostro servizio di riabilitazione perché la fisioterapia è il nostro fiore all’occhiello grazie alla disponibilità di due fisioterapisti”.
Ai parenti è garantito l’accesso a qualsiasi ora?
“I familiari degli ospiti hanno libero accesso alla struttura dalle sei del mattino alle otto di sera e possono trascorrere qui ore intere, non abbiamo vincoli. Più che ricevere da loro segnalazioni preferiamo mantenere un dialogo costante e continuo per andare incontro alle loro richieste. Eventuali segnalazioni vengono comunque prese in carico e affrontate”.
Come avvengono i controlli per tutelare gli anziani rispetto al rischio di abusi?
“I controlli spettano ad Ausl e Nas ma noi vigiliamo costantemente. Mi rassicura il fatto di conoscere in profondità il personale di cui disponiamo: mi piace passare per salutare un ospite e se faccio un giro a sorpresa non è nell’ottica di un controllo come se non avessi fiducia nel lavoro dei nostri operatori. Primarosa ha inoltre scelto da tre anni a questa parte di disporre di un infermiere 24 ore su 24, quindi anche di notte. La presenza di tale figura accanto all’operatore socio sanitario è determinante. Un profilo professionale che rappresenta un valore aggiunto, oltre che una ulteriore garanzia rispetto a ciò che si potrebbe verificare di giorno e di notte, all’interno della struttura, anche aldilà di episodi di abusi. Stiamo parlando di anziani, spesso non autosufficienti, che potrebbero presentare improvvisi problemi di salute a cui un infermiere è comunque in grado di far fronte”.
Come vi occupate del burn out, lo stress da lavoro che si manifesta nei lavoratori del settore?
“Nel rispetto dei protocolli, delle procedure e dei turni si organizza il lavoro in residenza, ma con una certa flessibilità dettata anche dalle condizioni dell’anziano stesso. Questa è una struttura di piccole dimensioni, a misura d’uomo e il nostro fine ultimo è il benessere dell’ospite. La continua presenza della coordinatrice Ferrari permette il monitoraggio continuo della struttura ma è poi la Medicina del Lavoro a occuparsi direttamente degli operatori per i quali Residenza Primarosa organizza corsi di aggiornamento avvalendosi della collaborazione di consulenti esterni”.
Sara Gelli

 

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