Norme troppo rigide, eventi a rischio

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Questo l'editoriale sul numero di Tempo uscito oggi

Il giro di vite fu deciso dopo i fatti di Torino del giugno 2017 ma la tensione che si respira oggi a livello mondiale dopo l’intervento americano in Siria farà sentire i suoi effetti. Questi anni di conflitti globali e terrorismi si iniziano a pagare nella quotidianità e il conto è salato: l’inasprimento delle norme sulla sicurezza degli eventi pubblici all’aperto introdotto nell’estate 2017 e conosciuto come Circolare Gabrielli, ha costretto anche le comunità più attive a cozzare contro l’aumento dei vincoli imposti dalle nuove normative nazionali in termini di sicurezza per la possibilità di attentati, sempre presente, in momenti affollati. Col risultato che già nell’estate scorsa c’è chi ha rinunciato: l’esempio è quello della Festa dell’Aratura di Carpi.
Sono infatti le realtà medie e piccole, che organizzano sagre e feste di paese, a sentire maggiormente il peso. Esiste una griglia a punti che classifica il rischio ma rientrare nella fascia bassa è pressoché impossibile e quindi ogni evento finisce catalogato come a rischio medio o alto: ci vogliono blocchi per chiudere le strade, guardie a presidiare gli ingressi, spazi separati per accesso, uscita e vie di fuga. I costi salgono costringendo gli organizzatori a rinunciare con ricadute pesanti a livello locale perché diminuiscono le occasioni di ritrovarsi come comunità.
Nella stagione estiva, l’impatto della Circolare Gabrielli raggiungerà il suo apice: la Regione Emilia Romagna può chiedere allo Stato di rivedere le norme nell’ambito della conferenza Stato-Regioni? Oltre a un impoverimento della vita sociale, il calo delle feste incide anche sull’attrattività dei nostri territori; d’altro lato, le esigenze della sicurezza sono concrete. E’ possibile tenere conto della dimensione ridotta delle iniziative che coinvolgono le realtà locali?
Sara Gelli

Oggi in aula l'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna ha approvato all’unanimità la risoluzione a firma di Silvia Prodi (Gruppo misto-Mdp), Igor Taruffi e Yuri Torri (Sinistra italiana) con Nadia Rossi (Pd), che porta l’attenzione sulle conseguenze delle direttive nazionali in materia di sicurezza pubblica emanate dopo i fatti di Torino del 3 giugno scorso, quando circa 1.500 persone rimasero ferite durante la proiezione della partita Juventus-Real Madrid in piazza San Carlo.Tutte le forze politiche concordi in Aula sulla necessità di rivedere le normative sulla sicurezza degli eventi pubblici per non penalizzare le piccole iniziative culturali e sociali sul territorio. La richiesta fatta alla Giunta è quella di impegnarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni per rivedere le circolari in questione e di farsi promotrice, prima dell’estate, di un incontro tra Prefetture, tecnici e commissioni provinciali per facilitare l’applicazione della norma e favorire l’organizzazione di eventi.

La cosiddetta “Circolare Gabrielli” ha cambiato i parametri di valutazione di rischio degli eventi pubblici, facendo diventare obbligatori maggiori presidi di sicurezza anche per gli eventi di più piccole dimensioni: dal servizio d’ordine affidato a professionisti alle barriere per delimitare l’area, dai percorsi di accesso al monitoraggio puntuale degli ingressi. “Questa circolare, se applicata in maniera restrittiva- ha rimarcato Silvia Prodi– rende molto difficile per le amministrazioni locali organizzare eventi sul territorio. I costi sono insostenibili, soprattutto per quelle iniziative che si fondano solo sul volontariato e soprattutto in un periodo come questo, in cui gli enti locali non hanno grande disponibilità economica”.

D’accordo sul contenuto della risoluzione anche Alan Fabbri della Lega nord, che ha sottolineato il rischio che molti eventi vengano cancellati nella nostra regione a causa dei costi e della rigidità delle norme di sicurezza da rispettare. “Il Comune di Copparo, nel ferrarese, ha addirittura dovuto annullare le celebrazioni istituzionali del 25 aprile per questo motivo- spiega l’esponente del Carroccio- speriamo che la Regione si faccia portavoce delle necessità di chi organizza grandi e piccoli eventi”. Speranza condivisa anche dal consigliere di Fratelli d’Italia,Giancarlo Tagliaferri, che si è fatto ambasciatore del “grido di dolore dei sindaci piacentini” che lamentano l’insostenibilità di richieste di sicurezza “troppo dispendiose” a cui spesso “è impossibile far fronte” a livello locale.

Il consigliere Yuri Torri, che è tra i firmatari della risoluzione, ha ribadito come l’applicazione delle norme in materia di sicurezza non trovi aderenza nelle diverse realtà territoriale: “Alla Giunta si chiede un impegno urgente, è necessario rivedere le regole per tutelare la cittadinanza ma al contempo incentivare e sostenere anche la realizzazione di eventi”. Lo segue anche il collega di Si IgorTaruffi, che ha rimarcato il bisogno di garantire la sicurezza e la sostenibilità degli eventi: “Spesso sono i funzionari, l’ultimo grado della filiera, a interpretare le norme in maniera più rigida perché su di loro ricadono tutte le responsabilità. Si deve rivedere anche l’organizzazione complessiva del processo decisionale per situazioni di questo tipo”.

“Questo è un segnale forte che l’Assemblea lancia alla Giunta- interviene poi Nadia Rossi– un segnale che viene dalla vicinanza dei consiglieri ai vari territori. La diffusione di eventi caratterizza fortemente la nostra regione, appartiene allo spirito e ai valori della nostra terra. Rifiutiamo la logica del coprifuoco e della paura”. Le fa eco anche il consigliere dem Mirco Bagnari, che ha sottolineato l’importanza di aprire un tavolo di confronto tra tutti i soggetti competenti per cercare di intervenire sul problema prima dell’inizio dell’estate.

 

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